Sono ancora una volta loro, le bevande gassate, ad essere accusate di alterare la dieta di un popolo intero. In Messico – popolazione di 112 milioni di abitanti – queste bevande piacciono tanto anche perché troppo spesso costano quanto o meno dell'acqua. Ecco che dunque il paese centroamericano, non esattamente in vetta alla classifica per PIL, lo è invece in quello degli stati che consumano più litri "gassosi" pro capite all'anno. Con i sui 163 litri a testa, il Messico supera anche gli Usa. E, scartabellando tra le classifiche, ecco che ne sorge un'altra molto interessante: Messico ed Usa sono i due paesi con la maggiore percentuale di obesi al mondo. Il nesso causale appare forse semplicistico, ma non troppo distante dal reale. Il presidente messicano Enrique Pena Nieto ha pertanto proposto una tassazione maggiorata per le bevande gassate e per il junk food, il cibo spazzatura che va per la maggiore in Occidente.

La tassa in questione dovrebbe essere di un peso, circa 8 cent di dollaro Usa. Proposta che, manco a dirlo, ha scatenato l'ira delle multinazionali del settore, Coca Cola in testa che ha osservato che ha fatto sapere che "Una tassa sulle bevande e' inefficace nella lotta contro un problema complesso come quello dell'obesità", perciò "per cambiare realmente certi comportamenti occorre far capire alla gente che tutte le calorie contribuiscono a fa ingrassare, senza riguardo per nessuno, incluse le nostre bevande troppo caloriche". La tesi della Coca Cola è avversata dal gruppo "Potere ai consumatori", finanziato anche dal sindaco di New York, Michael Bollomberg. Secondo questa organizzazione la tassazione dovrebbe elevarsi ad almeno 2 pesos, perché, spiega Alejandro Calvillo, presidente del gruppo, "gli studi internazionali dimostrano che la tassazione è efficace se è elevata".

Quale che sia il peso attribuito alla tassazione nella scelta dei cittadini, un fattore determinante è certamente il consumo alternativo, ovvero la capacità concorrenziale di prodotti equivalenti e più sani. Uno su tutti: l'acqua. L'8,5% degli abitanti non ha accesso alla rete idrica, mentre il prezzo di una bottiglia d'acqua spesso supera quello della soda. Ad ammetterlo è Patricia Varelas, ambulante messicana: "E' la povera gente, che sta tutto il giorno per strada la più vulnerabile, perché da noi costa meno comprare una bevanda gassosa che una bottiglia d'acqua naturale". Insomma, l'acqua è questione di "classe".