Gli ultimi giorni di agosto, e in particolar modo all'alba di domenica 26, lunedì 27 e martedì 28, sono tra i migliori dell'intero 2018 per poter ammirare il pianeta Mercurio, uno dei più difficili da osservare in assoluto. Le ragioni di questa sua ‘elusività' risiedono nel fatto che si tratta del primo pianeta del Sistema solare, cioè del più vicino alla nostra stella. Orbitando a una distanza così ravvicinata – circa 58 milioni di chilometri dal Sole -, gli unici momenti per poterlo osservare sono infatti al tramonto e all'alba, in finestre temporali piuttosto ristrette. Di notte, del resto, Mercurio non c'è mai perché sparisce rapidamente dietro l'orizzonte al tramonto, mentre accompagna il Sole nel suo ‘tuffo' quotidiano a occidente.

Nelle albe del 26, 27 e 28, tuttavia, Mercurio sarà facilmente osservabile poiché raggiungerà la massima elongazione della mattina, a ben 18° di distanza angolare dal Sole, e anticiperà di circa un'ora e trenta minuti il suo sorgere rispetto a quello della stella. La mattina presto sarà sufficiente volgere lo sguardo verso Est (dove sorge il Sole sorge anche Mercurio) e cercare un piccolo puntino che emette un leggero bagliore intermittente di colore giallo. Un pianeta è facile da riconoscere rispetto alle stelle poiché non brilla, tuttavia ci vuole un po' di pratica ed esperienza per non confondersi. Il metodo migliore per osservare il piccolo pianeta, il “proiettile” del Sistema solare che viaggia a ben 48 chilometri al secondo, è naturalmente attraverso un telescopio, meglio ancora uno motorizzato che riesce a inseguirlo durante la breve finestra di visibilità sulla volta celeste. A causa della notevole vicinanza al Sole è categorico non puntare mai gli strumenti o gli occhi verso la stella, dato che si rischia la cecità totale. Il Sole può essere osservato solo attraverso appositi filtri e occhiali.

Lo scorso 19 agosto Mercurio è uscito dal suo moto retrogrado apparente attraverso le costellazioni, un fenomeno che terminerà del tutto il prossimo 2 settembre. A causa di esso sembra che il pianeta si muova in senso contrario rispetto alla propria orbita (da Est verso Ovest invece che da Ovest verso Est), ma non si tratta di un fenomeno reale. Esso è dovuto alle posizioni relative della Terra e di Mercurio rispetto al Sole, dandoci questa curiosa impressione se messo a confronto con le costellazioni sullo sfondo. L'unico vero moto retrogrado è la rotazione retrograda di Venere e Urano attorno al Sole; tutti gli altri pianeti del Sistema solare ruotano attorno alla nostra stella in senso antiorario.

[Credit: NASA]