Credit: Neil Davies
in foto: Credit: Neil Davies

Nel Sussex Orientale (Inghilterra meridionale) sono state trovate 85 magnifiche impronte di dinosauro in condizioni eccellenti. Sono così ben conservate che è possibile osservarne i dettagli della consistenza della pelle, delle squame, delle quattro dita delle zampe e degli artigli. Appartengono a 13 morfotipi e a sette specie distinte, sia erbivore che carnivore. Tra quelle coinvolte ci sono l'iguanodonte (Iguanodon), l'anchilosauro (Ankylosaurus), un tipo di stegosauro (Stegosaurus), carnivori teropodi e probabilmente anche sauropodi giganteschi alla stregua del brontosauro (Brontosaurus) e del diplodoco (Diplodocus).

Credit: Neil Davies
in foto: Credit: Neil Davies

A scoprirle, incastonate in una scogliera della Formazione di Ashdown risalente al Cretaceo Inferiore (tra i piani Berriasiano e Valanginiano), due paleontologi del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Cambridge, i dottori Anthony P. Shillito e Neil S. Davies. Il Sussex Orientale, e in particolar modo l'area intorno a Hastings, è uno dei siti più ricchi di fossili della Gran Bretagna e non solo, ma una scoperta così sorprendente non veniva fatta da moltissimo tempo (nella stessa regione fu rinvenuto il fossile del primo iguanodonte nel lontano 1825). Lo strato di roccia dove sono emerse le impronte è spesso un paio di metri e presenta anche numerosi fossili di piante calpestate dai rettili e invertebrati.

“Una collezione di impronte come questa ti aiuta a colmare alcune lacune e dedurre cose come quali dinosauri vivevano nello stesso posto allo stesso tempo”, ha dichiarato il dottor Davies. “Oltre alla grande abbondanza e diversità di queste impronte, vediamo anche dettagli assolutamente incredibili”, gli ha fatto eco il dottor Shillito. “È possibile vedere chiaramente la consistenza della pelle e delle squame, nonché i segni di artigli a quattro dita, che sono estremamente rari”, ha aggiunto con entusiasmo il paleontologo.

Dettagli della pelle Credit: Neil Davies
in foto: Dettagli della pelle Credit: Neil Davies

Secondo i due ricercatori l'area dove sono emerse le impronte deve essere ricchissima di altri reperti, anche perché nel Cretaceo Inferiore c'era un ambiente perfetto per far incastonare le tracce dei dinosauri, grazie al fango “appiccicoso” al punto giusto. Le 85 impronte sono state esposte alla luce del Sole a causa delle mareggiate degli ultimi 4 anni, che hanno fatto crollare parte della scogliera. È dunque molto probabile che sotto gli strati di roccia possano essercene moltissime altre. I paleontologi pensano che la florida biodiversità dei dinosauri che viveva in quest'area molto probabilmente modificava i corsi d'acqua come fanno ippopotami e altre specie moderne di grandi dimensioni. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology.