Creato in laboratorio un rivoluzionario nano-vaccino sperimentale in grado di prevenire il melanoma, rallentare significativamente la progressione della malattia e contrastare lo sviluppo delle metastasi. Al momento i test sono stati condotti con successo solo su modelli murini (topi), tuttavia l'approccio e i risultati sono così promettenti che gli autori della ricerca confidano in un rapido passaggio in ambito clinico, cioè i test sull'uomo.

La ricerca. A mettere a punto il super nano-vaccino è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università di Tel Aviv, Israele, che hanno collaborato a stretto contatto con colleghi dell'Istituto di ricerca per i medicinali (iMed.ULisboa) di Lisbona, del Dipartimento di Scienze e tecnologie farmaceutiche dell'Università di Torino e del Weizmann Institute of Science. Gli scienziati, coordinati dal professor Ronit Satchi-Fainaro, direttore del Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia e a capo del Laboratorio per la ricerca sul cancro e la nanomedicina presso l'ateneo israeliano, hanno sottolineato che l'approccio attraverso simili vaccini può aprire un nuovo fronte nella lotta contro il cancro in generale, e non solo per trattare il melanoma.

Il nano-vaccino. Satchi-Fainaro e colleghi hanno realizzato minuscole nanoparticelle – con un diametro di appena 170 nanometri – composte da un materiale biodegradabile, utilizzate come “navette” per trasportare i principi del vaccino. Nello specifico si tratta di due peptidi che vengono espressi dalle cellule del melanoma, la forma più aggressiva, diffusa e letale di cancro della pelle. Una volta inseriti i peptidi nelle nanoparticelle, gli scienziati hanno iniettato il medicinale ottenuto in vari modelli di topi, dimostrandone la notevole efficacia. Il principio di azione è analogo a quello di tutti i vaccini, ovvero istruire le cellule del sistema immunitario a riconoscere i fattori della malattia come “nemici” (in questo caso i peptidi del melanoma) e spingerle ad attaccarli qualora dovessero manifestarsi.

Gli esperimenti. Nel primo esperimento gli scienziati hanno iniettato il vaccino in topi sani, ai quali successivamente sono state inserite cellule tumorali di melanoma per farli ammalare. Nessuno dei topi trattati col vaccino ha sviluppato il melanoma, proprio perché il loro sistema immunitario era stato istruito a colpire e uccidere tutte le cellule che esprimevano i peptidi del melanoma. “I topi non si sono ammalati, il che significa che il vaccino ha prevenuto la malattia”, ha dichiarato con soddisfazione l'autore principale dello studio. Nel secondo esperimento i ricercatori hanno usato il vaccino in topi colpiti dal cancro della pelle, e in combinazione con trattamenti immunoterapici sono riusciti a rallentare significativamente la progressione della malattia e a prolungare di molto la vita dei roditori. Nel terzo esperimento sono stati trattati topi con il melanoma in fase avanzata e metastasi cerebrali; anche in questo caso hanno ottenuto risultati positivi in termini di rallentamento della malattia e longevità degli animali. La speranza è di poter presto veder approvato il vaccino sperimentale contro il melanoma in ambito clinico, ma anche per altre forme di cancro. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica specializzata Nature Nanotechnology.