9 Novembre 2017
16:52

Medusa ‘aliena’ e invasiva dal Mar Rosso in Sicilia: perché gli scienziati sono preoccupati

Il biologo romano Luciano Bernardo ha immortalato una medusa nomade nelle acque dell’isola di Favignana, in Sicilia. Si tratta di una grossa specie ‘aliena’ proveniente dal Mar Rosso che potrebbe letteralmente invadere il Mar Mediterraneo.
A cura di Andrea Centini

Nelle acque dell'isola Favignana, una delle meravigliose Egadi siciliane, è stata avvistata e fotografata una grossa medusa nomade (Rhopilema nomadica), un esemplare appartenente a una specie invasiva e ‘aliena' proveniente dal Mar Rosso che sta preoccupando da tempo gli scienziati. L'invertebrato, una medusa della classe dei cosiddetti scifozoi, è transitato nei pressi di Cala Rotonda, dove il biologo marino romano Luciano Bernardo l'ha immortalato durante un'immersione nel mese di settembre. “È simile al nostro comune e innocuo ‘polmone di mare' (Rhizostoma pulmo), ma con le braccia filamentose e priva del caratteristico bordino viola sull'ombrella”, ha sottolineato lo studioso sul proprio profilo facebook, dove ha postato lo scatto che potete osservare in testa all'articolo.

In Italia questa specie è arrivata nel 2015 ed è stata osservata soltanto tre volte; a Cagliari, a Pantelleria e a Levonzo, come sottolineato dallo stesso Bernardo nel suo post. Nonostante gli avvistamenti sporadici, i motivi per preoccuparsi della sua presenza sono diversi. Oltre a essere particolarmente urticanti, le meduse nomadi sono infatti note per creare ‘banchi' enormi a causa del loro rapido ciclo riproduttivo, con potenziali effetti devastanti sull'economia del Paese ‘invaso'.

La specie vive normalmente nel Mar Rosso e nell'Oceano indiano, ma è riuscita a spostarsi nel Mar Mediterraneo a partire dagli anni '70 del secolo scorso, sfruttando il Canale di Suez. Lungo le coste israeliane è stata avvistata a partire dal 1976, e successivamente esemplari sono comparsi attorno all'isola di Malta, nello Ionio, nel Mar Egeo e in parte delle coste nordafricane. Proprio in Israele ha generato danni ingenti al turismo e alla pesca; interi tratti di mare sono infatti diventati inaccessibili ai bagnanti, inoltre nutrendosi di larve e avvannotti riesce a sterminare intere generazioni di pesci. Le invasioni di migliaia di esemplari rappresentano una seria minaccia anche per gli impianti di filtraggio, poiché potrebbero ‘aspirarle' finendo irrimediabilmente danneggiati. Le meduse sono del resto animali planctonici – cioè che vengono trasportati dalla corrente del mare -, ed è per questo che spesso invadono le coste, o ne troviamo spiaggiate a migliaia.

La medusa nomade si riconosce facilmente perché ha una colorazione completamente bianca, ma soprattutto perché è enorme; la sua ombrella raggiunge infatti i 50 centimetri di diametro, mentre il peso può arrivare a superare i 10 chilogrammi. La speranza è che quella avvistata dal dottor Bernardo sia un altro esemplare solitario; del resto non si tratta dell'unica medusa a minacciare le nostre coste.

[Credit: Luciano Bernardo]

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