13 Giugno 2012
17:18

Meditare fa bene, allo spirito e al corpo

Un numero crescente di studi conferma l’efficacia delle tecniche di rilassamento orientale non solo sul benessere dell’anima, ma anche sulla salute fisica, arrivando ad affermare che la contemplazione modificherebbe positivamente alcune aree del cervello.
A cura di Nadia Vitali

Meditate tanto e il più frequentemente possibile, ve ne saranno grati non soltanto il vostro cervello ma anche l'intero funzionamento dell'organismo: un suggerimento ed un insegnamento, quello che giunge dal lontano Oriente, che sembra sempre più destinato ad uscire dalla soffocante prigione della «disciplina alternativa» ricevendo l'onore, addirittura, del riconoscimento da parte della scienza occidentale per i suoi benefici effetti. Perché fin da quando la globalizzazione ci ha abituati a familiarizzare con concetti quali lo yoga, il tai-chi e tutte le pratiche ginnico-spirituali originarie dei Paesi di levante, l'interesse degli occidentali nei confronti di questo mondo ancora poco conosciuto è andato sempre via via aumentando: chi con sospetto e chi con entusiasta e totale adesione, in molti hanno gettato uno sguardo incuriosito alle tecniche di meditazione che coinvolgono corpo e mente.

All'Occidentale o all'Orientale, purché si mediti –Integrando due realtà che, altrimenti, saremmo per abitudine portati a percepire come immensamente distanti, la carne e lo spirito, una costante "dose" giornaliera di contemplazione riuscirebbe ad intervenire su alcune stesse strutture del nostro organo più importante, rafforzando il cervello e rendendolo migliore nelle prestazioni, oltre ad aiutare a combattere e placare tensioni interiori e stress che, notoriamente, sono legati all'insorgenza di patologie anche gravi: un giovamento che si otterrebbe, chiaramente, anche attraverso i corrispettivi occidentali di quelle antichissime pratiche tradizionali dell'oriente, quali il training autogeno e la respirazione consapevole. La società occidentale, con i ritmi frenetici che impone, le città sconfinate ed il grigio cemento ovunque, necessita di spazi all'interno dei quali tutti possano ritrovare la possibilità di entrare in contatto con il silenzio e con la riflessione: e, in questo senso, si spiega il fiorire dell'impressionante numero di tecniche pseudo-ascetiche, siano esse frutto della diretta importazione o del sincretismo.

Alla ricerca di prove scientifiche – Allontanare le conseguenze nefaste di traffico, alimentazione ricca di grassi e lavoro da ufficio, contribuendo a contrastare quell'affaticamento di cui, talvolta, sembra difficile trovare anche una spiegazione; e poi svolgere un'azione contro l'ipertensione, aiutando di fatto nell'allungamento della vita e nel miglioramento della qualità della stessa, o attivare aree della nostra mente dove sono sepolti ricordi che, altrimenti, finirebbero perduti sotto la polvere del tempo: numerosi sono gli studi e le osservazioni empiriche che hanno cercato di verificare sperimentalmente come queste presunte virtù della meditazione possano essere scientificamente provate. Analizzando le condizioni di salute e gli stili di vita dei cittadini di diverse aree del Pianeta, negli anni, diversi scienziati sono arrivati alla conclusione che, effettivamente, il nostro corpo necessita di un serio lavoro di concentrazione per poter esprimere al meglio il proprio benessere.

La meditazione modifica il cervello? – Ne è esempio l'ultimo studio curato da un gruppo di ricercatori guidati da Yi-Yuan Tang della Texas Tech University di Lubbok, pubblicato dalla rivista PNAS che avrebbe dimostrato come la meditazione consapevole che coinvolga corpo e mente modifichi in maniera positiva alcuni aspetti della materia bianca cerebrale, aumentando la connessione neuronale e generando un'espansione della guaina mielinica, sostanza che avvolge i neuroni collegata alla trasmissione degli impulsi nel sistema nervoso: rendendo, sostanzialmente, il cervello più attivo e più veloce, migliorandone la connettività e le capacità cognitive. E stimolando un maggiore benessere per il nostro sistema nervoso, tanto provato da quelle quotidiane forme di stress a cui siamo sottoposti, più o meno consapevolmente.

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