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27 Ottobre 2012
14:03

Maya, torna alla luce una tomba antichissima

Il ritrovamento in Guatemala di quello che, secondo gli archeologi, sarebbe uno dei siti di sepoltura più antichi mai rinvenuti.
A cura di Redazione Scienze
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guatemala tomba maya

Situato nel dipartimento sud-occidentale del Guatemala chiamato Retalhuleu, in un'area archeologica già nota agli studiosi per aver restituito testimonianze archeologiche del passato precolombiano dell'area, un antichissimo sepolcro è venuto alla luce: gli esperti sostengono che potrebbe trattarsi della dimora eterna di un capo politico o di un importante sacerdote Maya che sarebbe vissuto, addirittura, più di 2000 anni fa. Purtroppo, il sito di Tak'alik Ab'aj non ha restituito le ossa della persona a cui era destinata la tomba poiché, con tutta probabilità, i resti umani hanno subito maggiormente l'usura del tempo: in compenso, sotto gli occhi degli studiosi è apparso un ricco assortimento di gioielli di giada che includeva una collana con una figura umana dalla testa di avvoltoio, presumibilmente un simbolo di potere o di un elevato status sociale, destinato ad un personaggio di rilievo. Anche le decorazioni si presentano ancora in uno stato di conservazione discreto.

La prima datazione, effettuata con il metodo del radiocarbonio, collocherebbe l'età della prestigiosa sepoltura in un arco di tempo compreso tra il 700 e il 400 a. C.: il ritrovamento, dunque, ha dell'eccezionale dal momento che consentirebbe di osservare e studiare una testimonianza risalente al cosiddetto periodo pre-classico della civiltà Maya di cui si conosce molto poco, a causa della relativa scarsezza di reperti di quell'epoca in cui, ricordiamo, l'antica civiltà degli Olmechi conosceva il proprio definitivo declino. Gli archeologi hanno scelto di chiamare l'occupante della tomba K'utz Chman, che in lingua Maya significherebbe "Nonno avvoltoio": «Era un grande capo che probabilmente fece da ponte tra la cultura degli Olmechi e quella dei Maya, entrambe collocate nell'America Centrale», ha spiegato Miguel Orrego, a capo della missione archeologica che si occupa degli scavi dell'area. La speranza è quella di riuscire a conoscere attraverso questa tomba, forse la più antica riconducibile alla civiltà Maya mai rinvenuta prima, dettagli e particolari non sono di quella particolare fase di passaggio ma, in generale, dei tempi più antichi di una delle popolazioni più affascinanti tra quelle vissute nel continente americano, declinata ancor prima dell'arrivo degli europei.

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