Credit: Sea Shepherd
in foto: Credit: Sea Shepherd

Massacrati 210 delfini alle isole Faroe, durante l'undicesima “grindadrap” del 2018, la caccia ‘tradizionale' ai cetacei che si consuma in questo piccolo arcipelago nell'Oceano Atlantico settentrionale. È la peggiore mattanza di quest'anno. A finire sotto le lame e gli uncini dei cacciatori questa volta è stato un intero branco – tecnicamente un pod – di lagenorinchi acuti (Lagenorhynchus acutus), splendidi delfinidi che vivono nelle acque fredde e temperate dell'oceano. Il gruppo di mammiferi marini è stato avvistato al largo, e dopo essere stato accerchiato dalle imbarcazioni è stato terrorizzato e spinto verso la baia di Hvalvik, un villaggio sulla costa orientale dell'isola di Streymoy. In questo piccolo centro vivono circa 400 persone, la maggior parte delle quali ha partecipato o ha assistito al terribile massacro degli indifesi lagenorinchi.

I mammiferi marini, una volta spinti sulle acque basse, sono stati raggiunti da una folla inferocita armata armata di coltelli e altri strumenti di morte, che li ha trucidati senza pietà. La tecnica è stata la consueta, ovvero quella della recisione del midollo spinale. Una morte atroce che può sopraggiungere dopo minuti di agonia. A rendere ancor più spietata la mattanza, il fatto che si tratta di animali intelligenti e sociali, che provano terrore e soffrono nel veder trucidati i propri compagni. I faroesi non hanno risparmiato nemmeno i piccoli e le femmine incinte. La baia di Hvalvik si è ben presto tinta di rosso sangue, dove riecheggiavano le grida di terrore degli animali e le risa degli uomini. Il massacro è stato documentato dai volontari di Sea Shepherd, l'organizzazione no profit che si batte da anni per la tutela degli oceani e della fauna marina. L'operazione “Bloody Fjords” è nata proprio per far conoscere al mondo intero questi tremendi massacri, che nella maggior parte dei casi coinvolge i globicefali o balene pilota. Ma la carne dei lagenorinchi alle Faroe è considerata una “prelibatezza”, dunque non si lasciano scappare i gruppi che si avvicinano alle loro acque.

Credit: Sea Shepherd
in foto: Credit: Sea Shepherd

L'ultima mattanza, oltre che per i numeri, si differenzia dalle precedenti per un particolare: la partecipazione di un membro del Parlamento Danese, l'onorevole Magni Arge, che fa parte del Folketing. L'uomo è stato ripreso dagli attivisti di Sea Shepherd mentre vestito elegantemente aiuta alcuni uomini a trascinare le carcasse dei delfini massacrati sulla riva. Si tratta di un dettaglio interessante poiché l'Unione Europea, di cui la Danimarca fa parte, ripudia la caccia ai cetacei. Le catture sono vietate in tutti gli Stati membri, figurarsi massacri così terrificanti. Le Faroe possono “permetterselo” poiché sono un semplice protettorato della Danimarca, una regione autonoma al di fuori della UE, tuttavia per compiere questi massacri necessita del supporto logistico del Paese nordico. È proprio su questo aspetto che si provano a fare pressioni politiche per impedire che si compiano simili e inutili mattanze. Ad oggi, purtroppo, invano. Il fatto che un membro del Parlamento Danese si ritrovi invischiato in questa barbarie non gioca certo a favore della “innocenza” della Danimarca. L'uomo aveva anche pubblicato sul proprio profilo facebook una foto con la descrizione della sua “impresa”, ma è stato ricoperto da insulti da tutto il mondo e l'ha prontamente cancellata.

I faroesi si ostinano a massacrare i cetacei sostenendo che è un loro diritto portare avanti la tradizione della grindadrap, dato che ne consumano la carne. Ma questo popolo, che ha un reddito medio superiore a quello dei britannici, ormai importa di tutto e non ha più bisogno di uccidere cetacei per sopravvivere, soprattutto in un modo così atroce, instillando terrore in creature che hanno diversi tratti in comune con l'essere umano. Inoltre la carne dei mammiferi marini è la più contaminata di tutte per magnificazione biologica, soprattutto di mercurio, dunque oltre a danneggiare la biodiversità fanno male a loro stessi. Senza considerare che diverse carcasse di animali uccisi vengono semplicemente abbandonate in acqua, dunque vengono trucidati senza alcuna ragione. Dalle immagini che trapelano dalle Faroe, è evidente che molti dei partecipanti alla grindadrap provino gusto e divertimento a uccidere e torturare queste sfortunate creature, trascinate loro malgrado in un vero e proprio bagno di sangue.

Credit: Sea Shepherd
in foto: Credit: Sea Shepherd

Questi i dati delle 11 grindadrap compiute fino ad oggi nel 2018:

22 maggio a Syðrugøta – 145 globicefali

8 giugno a Hvalvík – 11 lagenorinchi acuti

14 giugno a Sandur – 4 globicefali

30 giugno Borðoyarvík – 26 globicefali

24 luglio a Tórshavn – 51 globicefali

30 luglio a Sandavágur – 135 globicefali

30 luglio a Tórshavn – 38 globicefali

31 luglio a Húsavík – 22 lagenorinchi acuti

16 agosto a Hvannasund – 87 globicefali e 12 lagenorinchi acuti

21 agosto a Sandavágur – 75 globicefali

11 settembre a Hvalvik – 210 lagenorinchi acuti

[Credit: Sea Shepherd]