La NASA ha annunciato che il rover Curiosity ha trovato tracce di molecole organiche sul Pianeta rosso, inoltre, per la prima volta sono state osservate variazioni stagionali nelle concentrazioni del metano. Non si tratta – purtroppo – delle prove definitive dell'esistenza della vita aliena (passata o addirittura presente), del resto non è nemmeno la prima volta che questa tipologia di preziose molecole viene rilevata su Marte. Tuttavia le variazioni del metano, che viene prodotto principalmente da microorganismi, suggeriscono che il quarto pianeta del Sistema solare possa davvero ospitare la vita. L'aumento rilevato in estate da Curiosity, infatti, potrebbe essere legato al metabolismo di batteri.

Le condizioni più favorevoli per la vita, come rilevato da altri studi, risalirebbero a tempi assai remoti, quando Marte era solcato da profondi mari, laghi e fiumi. Non si può comunque escludere del tutto che colonie di batteri metanogeni, cioè produttori di metano, possano ancora sopravvivere sull'arido Pianeta rosso. Nel caso venisse confermata la loro presenza, si tratterebbe dei primi organismi alieni mai individuati dall'uomo.

Curiosity, che è ‘ammartato' nel cratere Gale alle 7:30 ora italiana del 6 agosto 2012, ha potuto analizzare nuovamente il terreno di Marte grazie alla sua tecnologica trivella, tornata in funzione dopo la rottura occorsa nel dicembre del 2016. Le molecole organiche ‘annusate' dal rover come il tiofene (C4H4S) e il solfuro dimetile (C2H6S) sono state trovate a 3 centimetri di profondità, associate ad argillite di 3,5 miliardi di anni fa. Ma non si tratta di elementi troppo rari nel Sistema solare. "Le osservazioni molecolari non rivelano chiaramente la fonte della materia organica. Le fonti biologiche, geologiche e meteoritiche sono tutte possibili", hanno sottolineato gli autori dello studio guidati dalla dottoressa Jennifer Eigenbrode, del Centro Goddard della Nasa. Va inoltre sottolineato che Curiosity non ha potuto determinare se il metano rilevato sia di nuova produzione o antico; ciò alimenta i dubbi sulla sua origine.

L'annuncio della NASA è stato fatto in seno a una conferenza in diretta streaming sul sito web dell'Agenzia aerospaziale americana, alla quale hanno partecipato diversi scienziati impegnati nel progetto di ricerca. Tra essi Ashwin Vasavada del progetto Mars Science Laboratory (il vero nome di Curiosity); il direttore della Solar System Exploration Division presso il Goddard Space Flight Center NASA Paul Mahaffy) e Chris Webster, ricercatore presso il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California. Tutti i dettagli delle scoperte sono stati pubblicati in due articoli sulla prestigiosa rivista Science.

[Credit: NASA]