“Madre partorisce uomo-rana”: quando un dramma diventa fake-news

A cura di Juanne Pili
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Sta girando recentemente la notizia di una donna africana di 36 anni che avrebbe partorito una rana. Vediamo di fare chiarezza.

La nostra "mamma rana", che spopola nei Social e nei maggiori siti dediti al clickbait, si chiama Precious Nyati, vive a Gokwe nello Zimbabwe. La sedicente news narra che avrebbe partorito una rana, o a seconda delle versioni un "uomo-rana". Per ironia della sorte di un essere analogo ci eravamo già occupati nella rubrica "Svistamenti", avvistato negli Stati Uniti da una coppia di ignari giocatori di Pokémon Go. Nell'unica foto a nostra disposizione – al solito di scarsa qualità – possiamo vedere l'esserino adagiato su quelle che sembrano essere delle pagine strappate da un quaderno.

Una notizia vecchia già spiegata. Facendo attenzione alle fonti riportate non fatichiamo ad arrivare a quella originale che risale al 12 ottobre 2016. La spiegazione del mistero – o meglio, la spiegazione più probabile – venne già presentata allora dal medico Partson Ndebele. Sarà la stessa Nyathi a riportarlo, per lo meno questo è quanto le attribuisce un articolo dell'Herald che presenta in maniera genuina i pochi fatti certificabili. Si tratterebbe di un caso di anencefalia: consiste in una malformazione congenita molto grave che si sarebbe potuta riscontrare, con le opportune attrezzature, fin dal primo mese di gravidanza; è caratterizzata sostanzialmente dalla mancanza totale o parziale della volta cranica e dell'encefalo. In che modo questa notizia sia potuta diventare una news, quando le stesse fonti principali rimandano a quella originale, dell'ottobre 2016, rimane forse il vero mistero.

Un precedente analogo. Non è possibile avere ulteriori dati perché il neonato, venuto alla luce presumibilmente già senza vita, sarebbe stato bruciato subito dopo lo scatto della foto. Andando a ritroso possiamo trovare un'altra notizia sospetta, quella di una donna iraniana che avrebbe messo alla luce una rana. Il caso sarebbe stato riportato dalla Bbc, ma l'articolo in questione non è più disponibile online.

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