Una dieta anti-infiammatoria, cioè basata su alimenti con questa acclarata proprietà, allunga la vita e abbatte il tasso di mortalità per cancro, patologie cardiovascolari e altre condizioni. Dunque “via libera” a prodotti come olio di oliva, cereali, caffè, cioccolato fondente, gianduia (che protegge l'elasticità delle arterie), noci e frutta e verdura alla stregua di mirtilli, spinaci, more e fragole. Promosse dagli studiosi anche quantità moderate di vino rosso – ricco di resveratrolo – e birra, mentre il bollino nero va piazzato senza indugio a insaccati, carni rosse trattate e bibite gassate, alimenti ‘amici' dei processi infiammatori.

A dimostrare che la dieta ant-infiammatoria è un elisir di lunga vita un team di ricerca internazionale guidato da studiosi dell'Università delle Scienze della Vita-SGGW di Varsavia (Polonia), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'autorevole Karolinska Institutet di Stoccolma, del Centro Ricerche sul Cancro Fred Hutchinson di Seattle e dell'Università di Uppsala, Svezia.

Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Joanna Kaluza, docente presso il Dipartimento di nutrizione umana dell'ateneo polacco, sono giunti a questa conclusione dopo aver analizzato i dati di circa 70mila cittadini svedesi, uomini e donne con un'età compresa tra i 45 e gli 83 anni. Gli scienziati, che hanno seguito i partecipanti per un periodo di follow-up medio di 16 anni, oltre a mettere in evidenza l'associazione tra i modelli alimentari e tassi di mortalità, hanno voluto anche indagare l'impatto del vizio del fumo sulla sopravvivenza.

Al termine della sperimentazione sono stati registrati 16.088 decessi in tutto, dei quali 5.980 a causa di patologie cardiovascolari – particolarmente diffuse nei Paesi nordici a causa delle diete ricche di grassi animali – e 5.252 provocati dal cancro. Tra chi ha seguito una dieta anti-infiammatoria è stato registrato un rischio inferiore di morte per tutte le cause del 18 percento, mentre è stato evidenziato un rischio ridotto di mortalità del 20 percento per malattie dell'apparato cardiovascolare e del 13 percento per cancro. I fumatori che hanno seguito la dieta anti-infiammatoria hanno evidenziato un rischio di mortalità più basso rispetto a coloro che avevano il vizio delle “bionde” ma non la seguivano, dunque manifesta un fattore protettivo anche in chi è particolarmente esposto a eventi cardiovascolari e altre patologie fatali. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Internal Medicine.

[Credit: pastel100]