27 Maggio 2019
16:10

Lunar Getaway, la NASA ha ingaggiato la prima azienda per la riconquista della Luna

Con un comunicato stampa pubblicato sul proprio sito internet, la NASA ha annunciato di aver selezionato l’azienda che costruirà il primo modulo del Lunar Getaway, l’avamposto alla base della (ri)conquista della Luna. Maxar Technologies si occuperà del modulo dedicato alla propulsione, alla distribuzione di energia e alla comunicazione. Sarà lanciato nel 2022 a bordo di un razzo SLS.
A cura di Andrea Centini
Credit: NASA
Credit: NASA

La NASA ha annunciato di aver selezionato la prima azienda partner per la costruzione del Lunar Getaway, la stazione spaziale che orbiterà attorno al nostro satellite e che fungerà da vero e proprio avamposto per la (ri)conquista della Luna in seno alla missione Artemis. Si tratta della Maxar Technologies di Westminster, Colorado, che avrà il compito di progettare uno dei moduli chiave dell'intera stazione, quello dedicato alla propulsione, alla distribuzione di energia e alla comunicazione con la Terra. Non a caso l'amministratore capo della NASA Jim Brindstine lo ha definito “la componente chiave sulla quale costruiremo il nostro avamposto Lunar Gateway, che costituisce la pietra angolare dell'architettura del programma di esplorazione Artemis, sulla Luna e attorno alla Luna”.

Tempi rapidi. Maxar Technologies ha sottoscritto un contratto da 375milioni di dollari che prevede più fasi; la prima di 12 mesi sarà seguita da varie opzioni, rispettivamente di 26, 14 e un'ultima doppia di 12 mesi in basi ai risultati conseguiti. Nel primo periodo la società del Colorado dovrà progettare il modulo e dimostrare alla NASA che potrà svolgere appieno il proprio delicatissimo compito. Il lancio inaugurale, a bordo del nuovo razzo lanciatore Space Launch System (SLS) della Boeing, il più grande mai realizzato ed erede spirituale dei Saturn delle missioni Apollo, avverrà nel 2022. I tempi stringono, dato che la NASA intende far sbarcare la prima donna sulla Luna nel 2024.

Stazioni lunari. Il modulo, grazie ad immensi pannelli solari, sarà in grado di erogare ben 50 kilowatt di energia, il triplo di quelli attuali. L'aspetto più interessante risiede nel fatto che richiederà poco propellente e ciò permetterà di spostare agevolmente più massa attorno alla superficie lunare, che non significa solo più moduli abitativi e laboratori per gli esperimenti, ma anche lander per gli astronauti. Come indicato, il Lunar Gateway sarà infatti una sorta di grande avamposto, il cuore pulsante di una stazione orbitante e di una di base di superficie (permanenti) che saranno realizzate entro e non oltre il 2028. Tutte le tecnologie sperimentate per la riconquista della Luna serviranno alla NASA per puntare al “bersaglio grosso”, ovvero Marte, sul quale si vorrebbe approdare per la prima volta durante gli anni '30. Gli astronauti viaggeranno verso la Luna a bordo delle capsule Orion in progettazione presso la Lockheed Martin, che verranno montate in cima ai razzi SLS. Diverse aziende sono invece in lizza per uno dei contratti più prestigiosi, quello dei lander che faranno la spola tra Lunar Gateway e superficie lunare per il trasporto degli astronauti.

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