Il più grande uccello vissuto sulla Terra si chiamava Vorombe titan, era alto tre metri e pesava fino a 800 chilogrammi (peso medio 650 chilogrammi). A classificarlo un team di studiosi dell'Istituto di zoologia presso la Zoological Society di Londra, che ha condotto un'approfondita revisione tassonomica degli uccelli elefante. Si tratta di una categoria di ratiti – uccelli non volatori come struzzi, emù e nandù – vissuta principalmente in Madagascar fino al alcuni secoli fa, per poi estinguersi in circostanze non del tutto chiare. Si ritiene che il principale responsabile della loro scomparsa possa essere proprio l'essere umano.

Sino ad oggi gli studiosi credevano che il più grande uccello vissuto sulla terra fosse l'Aepyornis maximus, facente parte della famiglia Aepyornithidae assieme ad altre specie più piccole, comprese quelle del genere Mullerornis. Già alla fine del XIX secolo lo zoologo britannico CW Andrews scoprì ossa più grandi di quelle dell' Aepyornis maximus, suggerendo la possibile esistenza di una nuova e più imponente specie, tuttavia le analisi dell'epoca giunsero all'errata conclusione che si trattava di esemplari particolarmente cresciuti della stessa specie.

Credit: Jaime Chirinos
in foto: Credit: Jaime Chirinos

A render giustizia al lavoro di Andrews ci hanno pensato gli scienziati James P. Hansford e Samuel T. Turvey, con la dimostrazione che quelle ossa appartenevano davvero a una specie diversa, oggi chiamata Vorombe titan (in malgascio vuol dire proprio grande uccello). Per giungere a questa conclusione i due studiosi non solo hanno condotto analisi morfometriche su tutti i reperti museali degli uccelli elefante, misurando accuratamente le loro ossa, ma si sono serviti di sofisticati algoritmi e dell'intelligenza artificiale per trovare i tasselli mancanti alla lacunosa storia tassonomica di questi animali. Mettendo insieme tutti i pezzi del puzzle hanno fatto emergere definitivamente l'esistenza della nuova, gigantesca specie, ben distina dall'Aepyornis maximus e dagli altri rappresentanti del gruppo, tanto da meritare la creazione di un nuovo genere (Vorombe).

Credito: ZSL
in foto: Credito: ZSL

“Gli uccelli elefante erano i più grandi rappresentanti della megafauna e presumibilmente tra le più importanti specie della storia evolutiva dell’isola, anche più dei lemuri”, ha dichiarato Hansford. “Questo perché animali di grandi dimensioni hanno un enorme impatto sull'ecosistema in cui vivono, attraverso il consumo delle piante, la produzione di biomassa e la defecazione”. Ha aggiunto lo studioso. Gli ha fatto eco il collega Turvey, che ha sottolineato l'importanza di conoscere nel dettaglio l'evoluzione e l'ecologia degli ecosistemi isolani come quelli del Madagascar, proprio perché queste informazioni possono aiutarci a proteggere la biodiversità minacciata di estinzione ai giorni nostri. I dettagli dell'affascinante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Royal Society Open Science.