L'orsa Peppina e i suoi tre cuccioli sono stati protagonisti di un ‘raid' all'interno di un pollaio di Case Macilli, nei pressi di Sulmona, in Abruzzo, dove i plantigradi hanno ucciso quattro galline e cinque conigli. L'orsa, appartenente alla specie Ursus arctos marsicanus (orso bruno marsicano), viene monitorata da anni in un vasto territorio che abbraccia il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale della Majella e la Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio, dove sin dal 2012 – quando fu catturata e munita di collare la prima volta – ha dimostrato in varie occasioni di avere scarsa diffidenza nei confronti dell'uomo, avvicinandosi spesso ai centri abitati, agli apiari e ai pollai per fare razzie.

L'ultimo pollaio colpito appartiene a un ex professore di italiano in pensione, Rodolfo Franciosa, che ha subito avvertito carabinieri e autorità competenti per gli accertamenti di rito. I veterinari hanno trovato tracce inequivocabili dell'orsa e dei suoi piccoli, che come indicato hanno ucciso una decina di animali allevati. Da pochissimi giorni la presenza della famiglia ursina era stata accolta con gioia dai gestori della Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio, che ne avevano anche pubblicato sui profili social una fotografia in bianco e nero, scattata con una fototrappola. L'immagine mostra Peppina seguita dai suoi piccoli.

La pacifica convivenza con questi grandi predatori è una sfida per i residenti delle zone coinvolte, ma è sufficiente prendere gli opportuni accorgimenti per ridurre al minimo potenziali pericoli e problemi. Ad esempio, sia associazioni animaliste come “Salviamo l'Orso” che i parchi offrono gratuitamente a tutti i cittadini recinti elettrificati per i pollai, ma quello del professor Franciosa non lo era e Peppina e i suoi cuccioli ne hanno approfittato. I raid dell'orsa nelle zone abitate dall'uomo si intensificano proprio a ridosso della stagione fredda e in vista del letargo, per questo le autorità competenti hanno chiesto a tutti i residenti di riattivare l'elettrificazione dei recinti.

Nel corso degli ultimi sei anni Peppina è stata catturata diverse volte a causa dei problemi al collare GPS, fondamentale per monitorarne gli spostamenti, a maggior ragione perché si tratta di un orso classificato come “problematico/confidente”. Sino al 2017 l'orsa era stata vista in compagnia di diversi maschi, ma sempre senza cuccioli. La nascita dei tre figli è una notizia estremamente positiva per la specie, dato che è considerata in pericolo critico di estinzione (Codice CR) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Proteggere Peppina e la sua preziosa famiglia è una priorità dei parchi in cui vive e delle autorità, ma crescono anche le preoccupazioni dei residenti che chiedono misure per tutelare l'incolumità di tutti. La speranza è che eliminando completamente i rifiuti alimentari dalle strade ed elettrificando tutti i pollai e gli allevamenti a rischio, Peppina decida di rinunciare definitivamente di andare a caccia di cibo nei pressi dei centri abitati.

[Credit: Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise]