Niente lacci e tecnologie invadenti: la pressione del sangue e il ritmo cardiaco diventeranno chiari con uno sguardo. Con DistancePPG, infatti, è già possibile dare informazioni utili sulle funzioni vitali analizzando la variazione dei colori del viso. Una tecnologia, quella sviluppata dal team coordinato dal ricercatore Mayank Kumar, nello sviluppo del quale sono coinvolti diversi organi di ricerca. Il particolare scanner facciale è stato sviluppato nella Rice University, con il supporto della National Science Foundation e del Texas Higher Education Coordinating Board.

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in foto: @ece.rice.edu.

DistancePPG è in grado di valutare la pressione del sangue e il ritmo cardiaco registrando la differenza di colore di alcune aree del viso da una situazione di partenza (e di regolarità) ad una nella quale fattori esterni possono comportare un cambiamento del variabili relative alle funzioni vitali. Come ha spiegato Mayank Kumar la storia che ha portato allo sviluppo di questo strumento è cominciata nel 2013, quando, visitando un reparto di terapia neonatale, aveva notato la presenza di fili e braccialetti su bambini talora estremamente fragili perché nati prematuri. Erano tutti strumenti che avevano l'obiettivo di misurare le funzioni neonatali degli infanti, che normalmente non arrecano alcun rischio per la loro salute. Quando però i piccoli si muovono, possono derivarne anche lacerazioni della pelle.

DistancePPG potrebbe rappresentare dunque un utile strumento per monitorare anche la salute dei pazienti più piccoli. Al momento ha mostrato di funzionare bene su persone di origine caucasica e in condizioni di particolari luminosità. I problemi che adesso stanno affrontando i ricercatori riguardano la capacità di monitorare volti di persone di colore, in condizioni di luce non sempre ottimale e che magari si muovono. Per rendere lo strumento efficiente anche in questi casi, i ricercatori hanno sviluppato un algoritmo che riconosce le zone sensibili del viso, quelle in cui circola una maggiore quantità di sangue e che quindi risultano più indicative, facili da "seguire" in caso di movimento e più semplici da individuare.

Lo strumento è ancora in fase di test. La speranza dei ricercatori è quella di poter sviluppare un app che possa essere scaricata sui comuni smartphone. In questo modo tutti, in qualsiasi momento e – si suppone – a prezzi contenuti, potrebbero controllare le proprie funzioni vitali direttamente da casa.