L’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, prima e dopo il suo mandato. Credit: Università di Harvard
in foto: L’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, prima e dopo il suo mandato. Credit: Università di Harvard

Lo stress può davvero far diventare i capelli bianchi, e ora gli scienziati hanno capito la base molecolare di questo meccanismo. Lo stress, in parole semplici, attiva i nervi del sistema nervoso simpatico legati alla reazione di attacco o fuga quella che prepara a combattere o a fuggire in presenza di un pericolo) spingendoli a rilasciare la noradrenalina, un neurotrasmettitore; poiché i nervi simpatici giungono fino ai follicoli piliferi, il composto viene assorbito dalle cellule staminali responsabili della rigenerazione del pigmenti all'interno di essi. Questo processo determina la loro repentina riduzione, fino alla totale scomparsa. Si tratta di un danno permanente, dato che il pigmento non può più essere fornito e i capelli restano bianchi.

A scoprire il legame tra sistema nervoso simpatico e capelli bianchi è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università di Harvard e dell'Harvard Stem Cell Institute di Cambridge, Stati Uniti, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Dermatologia presso il Massachusetts General Hospital, dell'Università Federale di Minas Gerais (Brasile), del Dana-Farber Cancer Institute e di altri istituti. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Ya-Chieh Hsu, docente presso il Dipartimento di Cellule Staminali e Biologia Rigenerativa del prestigioso ateneo americano, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto alcuni esperimenti sui topi, la cui pelliccia era diventata completamente bianca dopo aver iniettato una tossina per indurre dolore.

“Ognuno ha un aneddoto da condividere su come lo stress influisce sul proprio corpo, in particolar modo sulla pelle e sui capelli, gli unici tessuti che possiamo vedere dall'esterno”, ha dichiarato la professoressa Ya-Chieh Hsu. “Volevamo capire se questa connessione fosse vera e, in tal caso, in che modo lo stress determina cambiamenti nei diversi tessuti. La pigmentazione dei capelli è un sistema molto accessibile per questi studi, inoltre eravamo sinceramente curiosi di vedere se lo stress portasse realmente a ingrigire i capelli”, ha aggiunto la studiosa.

Dopo aver escluso il ruolo dell'ormone cortisolo, i cui livelli aumentano sempre in seguito allo stress, i ricercatori si sono concentrati proprio sul sistema nervoso simpatico, che come indicato è legato alla reazione di attacco o fuga. Trattando i topi con un farmaco che impediva la comunicazione tra il sistema nervoso simpatico e i follicoli piliferi, si sono accorti che la tossina del dolore non determinava la perdita del pigmento della pelliccia, come invece avveniva senza di esso.

Il meccanismo molecolare alla base del pigmento di peli e capelli, come specificato, è legato al rilascio di grandi quantità di noradrenalina, che viene assorbita dalle cellule staminali rigeneranti il pigmento, facendole esaurire in modo rapidissimo. “Dopo pochi giorni, tutte le cellule staminali che rigenerano il pigmento sono andate perdute. Una volta sparite, non si possono più rigenerare i pigmenti. Il danno è permanente”, ha sottolineato l'autrice principale dello studio, specificando gli effetti della tossina sui topi.

Al di là dell'aver scoperto come mai i capelli diventano bianchi in seguito allo stress, gli scienziati sottolineano che i risultati dello studio sono basi importanti per comprendere il modo in cui i nervi periferici regolano le cellule staminali e come lo stress influisce su altri tessuti e organi. “Comprendere come i nostri tessuti cambiano sotto stress è il primo passo fondamentale verso l'eventuale trattamento che può arrestare o ripristinare l'impatto dannoso dello stress. Abbiamo ancora molto da imparare in questo settore”, ha concluso la professoressa Hsu. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature.