L’esposizione prolungata ad ambienti caratterizzati da inquinamento atmosferico è associata a problemi cerebrovascolari e indebolimento delle capacità cognitive: tuttavia non appare del tutto chiaro il modo in cui lo smog influirebbe sulle strutturali cerebrali. I ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston hanno condotto uno studio per esaminare questo aspetto, indagando nel cervello di persone che hanno vissuto per anni in ambienti particolarmente inquinati: per raggiungere questo obiettivo è stato necessario servirsi dell’imaging a risonanza magnetica. I risultati del lavoro sono stati resi noti attraverso un articolo pubblicato dalla rivista Stroke.

Lo studio

Lo studio ha coinvolto un campione di circa 900 individui, di età pari o superiore ai 60 anni: per prendere parte era necessario che non manifestassero segnali di demenza e che non fossero mai stati colpiti da ictus. A quel punto sono state valutate le associazioni tra l’esposizione al particolato fine (PM 2.5), ad esempio sulla base della vicinanza delle abitazioni dei soggetti a strade a grande scorrimento, e la misura totale del volume del cervello; si sono inoltre cercate le tracce di infarti cerebrali silenti, ossia delle lesioni ischemiche che non vengono percepite dal paziente sotto forma di sintomi, pur costituendo un'ostruzione di un vaso sanguigno. Chiaramente, le informazioni ricavate da ciascuno sono state integrate con dati relativi all’età, alla storia clinica, agli indicatori socioeconomici.

Lo smog fa "rimpicciolire" il cervello

I risultati sembrano indicare che, effettivamente, ad elevati livelli di esposizione al particolato fine corrisponde una materia cerebrale totale ristretta per volume, un segnale generalmente associato all'atrofia cerebrale dell’età avanzata; la maggiore ricorrenza di infarti occulti è l’altra caratteristica ricorrente tra chi ha vissuto in ambienti particolarmente esposti alle polveri sottili.

I costi dello smog

Un rapporto pubblicato proprio in questi giorni dall'Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia come i costi dello smog siano stimati per l'anno 2010 in 1.600 miliardi di dollari, in riferimento alle regioni europee. In pratica, una cifra equivalente a quasi un decimo del prodotto interno lordo dell'intera Unione Europea nel 2013. A cui si aggiunge il peso umano di 600.000 morti premature nello stesso 2010. Un prezzo veramente insopportabile.