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Un team di ricercatori italiani provenienti da vari atenei, musei e altri istituti di ricerca, tra i quali l'Università dell'Insubria e il CNR, ha scoperto nel nostro paese un nuova specie di mammifero, lo scoiattolo meridionale (Sciurus meridionalis), che dopo un'accurata analisi del DNA è stato geneticamente separato dallo scoiattolo comune europeo (Sciurus vulgaris). Non si tratta dunque di una vera e propria ‘nuova conoscenza', ma della separazione di un animale noto in due specie distinte. Ciò, oltre che dal punto di vista prettamente tassonomico, ha grande importanza soprattutto sotto il profilo della conservazione. Senza contare che lo scoiattolo meridionale è una specie endemica, ovvero che vive soltanto in Italia, nello specifico tra Basilicata e Calabria.

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in foto: Uno scoiattolo meridionale e il dettaglio del cranio – Foto di Antonio Mancuso

Si distingue facilmente dal comune scoiattolo europeo, di colore rosso-arancio tendente al marroncino a seconda delle stagioni, principalmente per la colorazione del pelo, marrone scuro con ventre bianco. Nonostante tale dettaglio, sino ad oggi gli zoologi ritenevano che si trattasse di una semplice sottospecie dello Sciurus vulgaris; del resto, non di rado popolazioni separate da barriere ambientali possono differire sensibilmente dal punto di vista morfologico, pur appartenendo tecnicamente alla stessa specie. È un po' come avviene ad esempio con le razze dei cani, così diverse, eppure tutte appartenenti alla specie Canis familiaris (in questo caso è stata la selezione artificiale a creare così tante varietà).

Sebbene lo scoiattolo meridionale sia stato appena scoperto, per i ricercatori è già in pericolo di estinzione. Al di là degli onnipresenti fattori antropici, che impattano soprattutto sulla distruzione degli habitat naturali, a preoccupare gli studiosi vi sono anche le specie alloctone di scoiattoli, ovvero quelle introdotte dall'esterno. Esse occupano le stesse nicchie ecologiche dello scoiattolo europeo e di quello meridionale, ed essendo più forti e resistenti, nel corso degli anni hanno letteralmente soppiantato il primo in buona parte della penisola. Il principale indiziato è lo scoiattolo grigio americano (Sciurus carolinensis), ma anche il cosiddetto scoiattolo variabile (Callosciurus finlaysonii) ha creato non pochi problemi alla specie, o meglio, alle specie, autoctone. I dettagli dello studio italiano sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Hystrix the Italian Journal of Mammalogy, poco conosciuta al grande pubblico ma in realtà una delle più autorevoli testate del settore.

[Foto di Antonio Mancuso]