Nel 2015 fu sottoscritto a Parigi lo storico Accordo sul Clima, grazie al quale i Paesi firmatari si sono impegnati a contenere l'aumento delle temperature medie a 2° C rispetto all'epoca preindustriale (fu stabilito anche un traguardo più virtuoso, a 1,5° C). Ebbene, anche se riusciremo a raggiungere il primo traguardo, parte dei ghiacciai dell'Antartide sarà comunque destinata a sciogliersi, poiché ormai si è innescato processo irreversibile a causa delle emissioni di gas a effetto serra – principalmente anidride carbonica – legate all'attività dell'uomo. Con un aumento di 2° C, infatti, si determinerà comunque uno scioglimento tale da far innalzare il livello del mare di 2,5 metri; ciò sommergerà intere regioni costiere, metropoli e isole, in particolar modo atolli dell'Oceano Pacifico. Con temperature superiori, il disastro sarà molto, molto peggiore.

A tratteggiare questo scenario apocalittico, nel quale ci siamo infilati con le nostre stesse mani, è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) di Potsdam, Germania, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dello Stockholm Resilience Centre dell'Università di Stoccolma (Svezia) e del Lamont-Doherty Earth Observatory dell'Università Columbia di New York, Stati Uniti. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Ricarda Winkelmann, docente presso l'Istituto di Fisica e Astronomia dell'ateneo tedesco, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver messo a punto un'accurata simulazione in grado di prevedere l'andamento dello scioglimento del ghiaccio in Antartide sulla base dell'aumento delle temperature. I calcoli sono stati così complessi che è stato necessario sfruttare un supercomputer; con un PC normale a singolo processore, del resto sarebbero servite un milione di ore di calcolo, pari a circa 114 anni di lavoro ininterrotto.

Come indicato, dall'analisi dei dati è emerso che con un aumento delle temperature medie di 2° C rispetto all'epoca preindustriale – l'obiettivo meno virtuoso dell'Accordo di Parigi – lo scioglimento dei ghiacciai antartici determinerà un innalzamento del livello del mare di 2,5 metri. Se le temperature aumenteranno di 4° C e si terranno sufficientemente a lungo, il livello del mare salirà di circa 6,5 metri; mentre se si registrerà un aumento di 6° C rispetto all'epoca preindustriale, il mare si alzerà di ben 12 metri, con tutto ciò che ne conseguirebbe in termini di terre emerse sparite sott'acqua. Questi processi di scioglimento, secondo la professoressa Winkelmann e colleghi, sono ormai praticamente irreversibili, poiché l'unico modo per arrestarli e permettere la ricrescita dei ghiacciai sarebbe attraverso un ritorno alle temperature dell'epoca preindustriale. “È uno scenario altamente improbabile”, ha dichiarato la scienziata in un comunicato stampa. Addirittura, per far tornare la calotta glaciale dell'Antartide occidentale alla sua estensione precedente, le temperature dovrebbero essere inferiori di almeno un grado Celsius rispetto ai livelli preindustriali.

Come specificato dal coautore dello studio Torsten Albrecht, nell'Antartide occidentale il principale motore dello scioglimento è legato all'acqua calda dell'oceano che “consuma” i ghiacciai da sotto, come sta avvenendo col colossale ghiacciaio Thwaites, noto come “ghiacciaio dell'Apocalisse” poiché se dovesse sciogliersi completamente farebbe da solo innalzare il mare di 65 centimetri (ma porterebbe con sé anche altri ghiacciai, con un complessivo aumento del livello del mare di 3 metri). La fusione dovuta all'acqua calda dell'oceano fa scivolare gli enormi ghiacciai, catalizzando ancora di più l'intero processo di scioglimento. Alla luce dei preoccupanti risultati dello studio, gli scienziati esortano di agire subito contro le emissioni e di fare il possibile per mantenere al di sotto dei 2° C l'aumento delle temperature.

“Il destino dell'Antartide è davvero nelle nostre mani, e con esso quello delle nostre città e dei siti culturali in tutto il globo, da Copacabana a Rio de Janeiro all'Opera House di Sydney. Questo studio è un'altra prova che dimostra l'importanza dell'Accordo sul clima di Parigi: mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei due gradi. Se rinunciamo all'accordo di Parigi, rinunciamo ad Amburgo, Tokyo e New York”, hanno chiosato gli scienziati. I dettagli della ricerca “The hysteresis of the Antarctic Ice Sheet” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature.