Non soltanto danni ai polmoni e maggiore rischio di malattie cardiovascolari: le sigarette potrebbero essere un grande nemico anche per cervello. Un gruppo di scienziati della University of Edinburgh e del Montreal Neurological Institute presso la McGill University ha infatti osservato nei fumatori un fenomeno di assottigliamento nella corteccia cerebrale, lo strato più esterno del telencefalo, fondamentale per le funzioni cognitive più importanti, come il linguaggio, la memoria, la concentrazione, il pensiero stesso. Un effetto negativo ma reversibile anche se solo nel lungoperiodo, dato che soltanto coloro i quali avevano smesso di fumare da molto tempo presentavano un robusto re-ispessimento della materia grigia: i non-fumatori di data recente, secondo le osservazioni dei ricercatori, non mostravano segnali di immediato recupero.

I dati

Lo studio ha coinvolto 244 maschi e 260 femmine; l'età media dei partecipanti era 73 anni. Circa la metà di essi erano fumatori. Gli scienziati hanno prima raccolto dati relativeialle abitudini dei volontari in fatto di tabagismo, dopodiché hanno sottoposto a risonanza magnetica funzionale tutti i soggetti. Il gruppo testato era parte di una coorte, nota come Lothian Birth Cohort 1936, che raccoglie individui nati nel 1936. Analizzando le accurate immagini ottenute grazie alla tecnica di imaging, i ricercatori hanno cercato di stimare quanto la sottigliezza della corteccia cerebrale potesse essere riconducibile al vizio del fumo.

Risultati da confermare con ulteriori studi

Ne è emerso che smettere di fumare aiuta il cervello a "ristabilirsi", fino a giungere a parametri di normalità nel lungo tempo; ma è stato anche osservato che la corteccia riprende spessore ma non ugualmente in tutte le regioni del telencefalo. Gli scienziati specificano che ulteriori studi saranno necessari per, eventualmente, confermare questi risultati: sarà indispensabile un campione di individui più ampio da seguire sul lungo periodo. «Gli effetti del fumo su polmoni e cuore sono molto ben conosciuti ma il nostro studio mostra che ci sono importanti conseguenze anche sul cervello: un'altra buona ragione per non fumare. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista Molecular Psychiatry», ha spiegato la professoressa Joanna Wardlaw, a capo del Brain Research Imaging Centre dell'ateneo scozzese.