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9 Settembre 2015
11:26

Le scorte di antidoto contro il veleno dei serpenti stanno per esaurirsi

Medici senza Frontiere lancia un appello per sollecitare l’attenzione su quella potrebbe diventare una vera emergenza sanitaria nel giro di pochi mesi.
A cura di Nadia Vitali
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Il morso del serpente è uno dei maggiori killer del mondo e ancora oggi una minaccia sottovalutata dalla sanità pubblica e non considerata tra le maggiori emergenze per la salute globale.

Ogni anno circa cinque milioni di persone nel mondo vengono morse da un serpente: di queste 100.000 muoiono, 400.000 restano disabili o sfigurate in maniera permanente. Soltanto in Africa sub- Sahariana si contano 30.000 morti ogni anno, con una stima di 8.000 amputazioni totali. Questo drammatico bilancio di vittime è destinato a salire nei prossimi anni, dal momento che le scorte di uno dei più potenti ed efficaci antidoti destinati all’area sub- Sahariana è destinato ad esaurirsi entro giugno 2016: lo ha annunciato ieri Medici Senza Frontiere in occasione dell’European Congress on Tropical Medicine and International Health, in corso a Basilea in questi giorni.

«Ci troviamo di fronte ad una vera crisi, quindi perché i Governi, le case farmaceutiche e gli organi globali della sanità strisciano via quando abbiamo più bisogno di loro?» accusa Gabriel Alcoba, di MSF. Il problema riguarda un antidoto in particolare, il Fav- Afrique prodotto dalla casa farmaceutica francese Sanofi fino allo scorso giugno e le cui riserve, al momento, sono destinate ad esaurirsi entro il prossimo giugno.

Il Fav – Afrique è specifico per il trattamento di alcuni morsi dei più pericolosi serpenti africani; esistono alcune alternative ma, spiegano, le loro qualità in fatto di sicurezza ed efficacia non sono state ancora definitivamente appurate. Insomma è elevato il rischio di trovarsi dinanzi ad un’emergenza gravissima, soprattutto nelle aree rurali, considerando inoltre che non saranno disponibili prodotti sostitutivi almeno per i prossimi due anni.

L’appello di MSF si rivolge soprattutto all'Organizzazione Mondiale della Sanità che può avere un ruolo fondamentale nel diffondere consapevolezza sul problema dell’avvelenamento da serpente, oggi decisamente trascurato.

Dal canto suo, la Sanofi replica che l’annuncio era stato dato già nel 2010 e che già ci si era resi disponibili per il trasferimento della tecnologia per produrre il siero; il portavoce ha spiegato di non aver ricevuto, all’epoca, alcuna richiesta o risposta.

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