Dopo i fuochi d'artificio di capodanno, anche il cielo si prepara ad offrire il proprio spettacolo di saluto al 2016 con lo sciame meteorico delle Quadrantidi.

Gli esperti dell'Unione Astrofili Italiani spiegano che si tratta di uno sciame particolarmente ricco ed interessante da osservare: peccato che voglia farci fare le ore piccole, dal momento che il radiante è ancora molto basso sull'orizzonte intorno alla mezzanotte e sale man mano che si va incontro all'alba. Poco male, comunque, perché il picco è previsto in questi giorni (in particolare per la sera del 4 gennaio) in cui in tanti possono ancora giocarsi la festa dell'Epifania. La Luna ci sarà ma, fortunatamente, si manterrà bassa e, dunque, offrirà buone possibilità osservative. Non resta che sperare nelle condizioni meteorologiche, a questo punto, che in buona parte d'Italia non sembrano proprio incoraggianti però.

Lo sciame delle Quadrantidi, quando è nella fase di massima attività, dà vita a spettacoli superiori alle 100 meteore all'ora: tale fase dura circa quattro ore, seguita da una più lunga (di circa una decina di ore) che vede comunque le stelle cadenti superare le cinquanta unità all'ora. Durante la fase di picco, le meteore appaiono particolarmente brillanti e sembrano provenire, quasi compattamente, dal medesimo angolo di cielo, posto a nord della costellazione del Boote (tant'è che ci si riferisce ad esse anche con il nome di Bootidi).

Ma l'augurio per l'anno nuovo lo riceveremo anche dalla Cometa C/2013 US10 Catalina che, con le sue due code, è già protagonista dei nostri cieli da qualche settimana: il 17 di gennaio, infatti, l'oggetto raggiungerà il suo perigeo, ossia il punto di massima vicinanza alla Terra, quando transiterà a circa 108 milioni di chilometri da noi. Certo, abbiamo già avuto modo di sottolineare che questa cometa non ci avrebbe donato uno spettacolo esattamente pirotecnico: in ogni caso il fatto che sia visibile anche soltanto con un binocolo la rende già degna della massima attenzione, dal momento che eventi del genere non sono poi così frequenti. Per il mese di gennaio la troviamo nei pressi di Arturo, nella costellazione del Boote, vedendola poi spostarsi gradualmente nei pressi della stella Polare.