Remingtonocetus harudiensis Credit: N. Tamura
in foto: Remingtonocetus harudiensis Credit: N. Tamura

Grazie a un nuovo fossile di cetaceo preistorico scoperto in Senegal, Africa, gli scienziati hanno determinato che le prime balene – simili a grandi cani – nuotavano con tutte e quattro le zampe. Sino ad oggi si riteneva che questi animali si dessero la spinta solo con quelle posteriori (successivamente fusesi nella pinna caudale) e utilizzassero quelle anteriori come le moderne pinne pettorali, ovvero per direzionare il nuoto. Ma l'arto anteriore – un avambraccio destro – quasi completo della balena preistorica scoperta in Senegal mostra che poteva piegarsi all'altezza del gomito e non era bloccato; cioè suggerisce che questi antichissimi e affascinanti animali, vissuti circa 40 milioni di anni fa, potessero nuotare in modo non troppo diverso da un cane.

A scoprire i resti della balena arcaica, della quale non è stato ancora deciso un nome scientifico, è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università di Montpellier (Francia) e del Dipartimento di Geologia dell'Università Cheich – Anta – Diop di Dakar, Senegal, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Laboratorio di Geologia di Lione e dell'Università Claude Bernard. Gli scienziati, coordinati dai professori Rafael Sarr e Lionel Hautier, quest'ultimo docente presso l'Istituto di Scienze dell'Evoluzione dell'ateneo francese, durante una spedizione nel Paese africano hanno scoperto vari resti del cetaceo estibto, tra i quali due vertebre, due costole, frammenti dei piedi e della coda e l'arto destro quasi completo, il reperto più significativo.

Per comprenderne l'importanza basti pensare al modo in cui si sono evoluti i cetacei. I mammiferi, infatti, si evolsero da rettili derivati da anfibi, che a loro volta si affrancarono dai primi pesci che riuscirono a esplorare la terraferma grazie a pinne modificate. I cetacei, mammiferi marini, hanno fatto il percorso inverso circa 50 milioni di anni fa, quando animali simili a cani (come il Pakicetus) si rituffarono in acqua (dove c'era abbondanza di cibo) e si adattarono a questo tipo di vita, crescendo fino alle mastodontiche dimensioni attuali. I resti dei cetacei arcaici, in particolar modo quelli degli arti che mostrano la transizione tra “zampa” e “pinna” sono molto rari e frammentati, ecco perché aver trovato un avambraccio quasi completo ci racconta molto della storia evolutiva di questi magnifici animali. Il primo cetaceo adattatosi completamente al nuoto e noto ai ricercatori fu il basilosauro, che aveva dimensioni paragonabili a quelle di una megattera (15-18 metri). Secondo Hautier e colleghi la specie scoperta in Senegal aveva caratteristiche simili al Carolinacetus.

Un altro aspetto interessante del fossile appena scoperto risiede nell'area geografica del ritrovamento; fino ad oggi la maggior parte dei cetacei preistorici è stato trovato in India e dintorni. Averne scoperto uno in Africa suggerisce che questi animali fossero in grado di coprire grandi distanze anche se non avevano ancora sviluppato il moderno ed efficiente modello di nuoto. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Paleontology.