Le autorità spagnole stanno valutando l'ipotesi di rendere nuovamente accessibili le grotte di Altamira: l'apertura del sito potrebbe mettere in serio pericolo le celebri pitture risalenti al paleolitico

L'idea, con tutta probabilità, è stata presa in considerazione dalle autorità spagnole allo scopo di rilanciare il turismo dopo che la chiusura delle grotte di Altamira, aveva causato una notevole perdita in termini di flussi turistici e, quindi, economici. Queste caverne, dichiarate dall'UNESCO  patrimonio dell'umanità custodiscono un immenso tesoro: pitture rupestri, risalenti a più di 15 000 anni fa, quando dei cacciatori-raccoglitori vissuti durante il periodo da noi denominato paleolitico superiore disegnarono sulle pareti branchi di bisonti, cavalli ed altri animali, utilizzando carbone, ocra o ematite e ricorrendo ad effetti di chiaroscuro che ne denunciavano già la maturità artistica.

Questo complesso naturale di cunicoli e stanze con altezze variabili dai due a sei metri, trae origine da fenomeni carsici della zona; esso rimase sconosciuto ad uomini ed animali per millenni, grazie ad una frana che cadde 13 000 anni fa e ne murò l'ingresso fino alla fine del 1800. Guardati inizialmente con diffidenza come al prodotto di una mano contemporanea, a causa del loro ottimo stato di conservazione e della loro notevole qualità artistica, nel giro di pochi decenni si riconobbe l'antichità dei disegni che divennero, così, un'attrazione per studiosi, curiosi ed appassionati, come accade anni dopo con le grotte di Lascaux nella Francia meridionale.

Le autorità spagnole stanno valutando l'ipotesi di rendere nuovamente accessibili le grotte di Altamira: l'apertura del sito potrebbe mettere in serio pericolo le celebri pitture risalenti al paleolitico

Fino al 1977 Altamira era stato visitabile ma la constatazione del progressivo deterioramento delle pitture rupestri, a causa dell'anidride carbonica rilasciata dalla respirazione dei 200 000 visitatori annui, unita al tasso di umidità delle grotte, aveva portato le autorità a decidere di chiudere le cave; cinque anni dopo riaprivano, consentendo a solo 10 000 persone all'anno di entrare nelle grotte, fino al 2002, quando la presenza di microrganismi fototrofi sui dipinti, dovuta all'uso della luce artificiale, portò alla risoluzione definitiva di impedire l'ingresso al sito.

Le autorità spagnole stanno valutando l'ipotesi di rendere nuovamente accessibili le grotte spagnole di Altamira: l'apertura del sito potrebbe mettere in serio pericolo la conservazione delle celebri pitture risalenti al paleolitico

Per questa ragione, l'ultima idea di fare ammirare nuovamente ai turisti questo dono lasciatoci in consegna dai nostri progenitori, ha destato perplessità e stupore da parte di tutti gli scienziati che, in questi anni, hanno valutato lo stato di conservazione delle pitture: il processo di degrado, iniziato già diversi decenni fa, potrebbe ricevere un colpo definitivo dalla riapertura al pubblico. Soprattutto se si considera che esistono soluzioni alternative: in Francia le caverne sono state perfettamente ricostruite a poca distanza e a grandezza naturale grazie a sofisticate tecnologie; iniziativa che sta fruttando a Lascaux oltre un milione di turisti l'anno. C'è da augurarsi che le autorità spagnole comprendano in fretta che un investimento del genere potrebbe portare loro per sempre visitatori; visitatori che sparirebbero, viceversa, assai rapidamente, quando quell'inestimabile tesoro sarà stato distrutto dal tempo.