Riempire di insulti una pianta ne provocherebbe l'appassimento, mentre coprirla di complimenti la farebbe crescere verde, rigogliosa e in salute. È ciò che emerge da un assurdo – e totalmente privo di basi scientifiche – esperimento sociale progettato dall'IKEA, che ha chiesto a gruppi di scolari di ‘bullizzare' per trenta giorni una pianta chiusa in una teca, ed essere dolci e gentili con una identica posta alla sua destra. Il risultato dell'esperimento potete osservarlo nell'immagine di copertina, che mostra la pianta a sinistra, quella ricoperta di insulti, ingiallita e tutto fuorché in salute.

Lo slogan dell'esperimento era “le piante hanno i sentimenti, proprio come le persone”. Partendo da questo presupposto gli organizzatori hanno piazzato i due vegetali alla mercé dei ragazzi, che non hanno fatto alcuno sconto alla vittima predestinata. Nel video diffuso dall'IKEA, naturalmente, non sono stati mostrati gli insulti più taglienti (in tutti i sensi), ma non sono mancati appelli a giardinieri e divoratori di piante. L'esperimento era accompagnato da un cartello con su scritto “le piante hanno gli stessi sensi degli umani”, in riferimento a uno studio del dottor Masaru Emoto, secondo il quale la struttura molecolare dell'acqua verrebbe influenzata in qualche modo da “pensieri e vibrazioni”.

In pratica, voleva essere sottinteso che i ragazzi, con le loro “vibrazioni negative”, avrebbero veramente fatto del male alla pianta maltrattata. Sebbene quest'ultima sia effettivamente uscita malconcia dai trenta giorni di improperi, non esiste alcuna prova scientifica sulla capacità dei nostri pensieri di influenzare l'acqua. Men che meno sulle piante in grado di percepire ciò che diciamo e pensiamo, restandone fra l'altro offese e ferite nei propri ‘sentimenti'. Non a caso lo studioso giapponese, scomparso nel 2014, è stato sempre additato dalla comunità scientifica internazionale come uno pseudoscienziato. Emoto non suffragava mai i suoi esperimenti col rigoroso metodo scientifico, inoltre non forniva importanti dettagli sperimentali. Insomma, benché vendesse libri e avesse un discreto seguito, il suo lavoro era più vicino a quello di una figura spirituale.

IKEA ha semplicemente voluto mettere in piedi una lodevolissima campagna contro il bullismo, pubblicizzandola con un esperimento sociale di successo ma assolutamente privo di basi scientifiche, nonostante abbia ottenuto – non si sa come – il risultato paventato. Le piante, come sottolinea il biologo Michael Schöner dell'Università di Greifswald, “potrebbero reagire alle vibrazioni sonore a causa dei meccanorecettori”, ma da qui ad appassire a causa di insulti fatti dagli esseri umani ce ne passa.

[Credit: IKEA U.A.E.]