Credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute
in foto: Credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Dopo il passaggio ravvicinato della sonda New Horizons, Plutone non ha certamente smesso di stupirci: proprio in questi giorni, la NASA ha rilasciato nuove immagini risalenti allo scorso 14 luglio. Con una risoluzione pari a 400 metri per pixel, oggi il Pianeta nano si mostra così, in tutta la sua sconcertante complessità: sì perché – spiegano gli esperti – in ogni suo punto Plutone mostra una grande varietà di paesaggi riconducibili ad una intensissima attività del suolo.

In evidenza si nota una regione pianeggiante e luminosa, la Sputnik Planum (Credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute)
in foto: In evidenza si nota una regione pianeggiante e luminosa, la Sputnik Planum (Credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute)

Dune, colate di azoto ghiacciato che apparentemente fuoriescono dalle regioni montuose, un reticolo di valli che potrebbero essere state scavate dal lavorio costante di materiali presenti sulla superficie di Plutone: potrebbe esserci questo ed altro, tra le caratteristiche che sembra aver rivelato lo sguardo "ravvicinato" della sonda New Horizons.

La superficie di Plutone è in ogni suo punto complessa come quella di Marte. Il mucchio causale di montagne potrebbe essere, in realtà, una serie di enormi blocchi di duro ghiaccio d'acqua galleggiante in un vasto, più denso e più soffice, deposito di azoto ghiacciato, all'interno della regione chiamata informalmente Sputnik Planum – Jeff Moore, leader del team New Horizons Geology, Geophysics and Imaging (GGI)

Uno scenario senza dubbio affascinante.

Credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute
in foto: Credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Le nuove immagini consentono di soffermarsi anche sull'area maggiormente segnata dai crateri che si trova a ridosso di una regione recente, priva totalmente di formazioni del genere. Tra l'altro, c'è anche la possibilità che ci sia un campo di dune oscure battute dal vento. La presenza di dune risulterebbe particolarmente interessante perché oggi l'atmosfera di Plutone è estremamente sottile ma, in passato, potrebbe essere stata più densa; o magari c'è qualche processo in atto non ancora del tutto chiarito. In ogni caso, un bel rompicapo.

Caronte, la principale luna di Plutone, fotografata dieci ore prima del passaggio radente della sonda (Credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute)
in foto: Caronte, la principale luna di Plutone, fotografata dieci ore prima del passaggio radente della sonda (Credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute)