Le manguste nane (Helogale parvula) si ricordano dei favori dei compagni di branco e li ricompensano tempo dopo averli ricevuti. È la prima volta che un simile comportamento viene osservato al di fuori dei primati. A documentarlo un'equipe di ricerca della Scuola di Scienze Biologiche presso l'Università di Bristol, Regno Unito.

I ricercatori, la professoressa Julie M. Kern e il dottor Andrew N. Radford, sono giunti a questa conclusione dopo aver seguito per diversi mesi il comportamento di un gruppo di manguste nel proprio ambiente naturale, in Africa, ormai perfettamente abituato alla presenza dei biologi. Ma di che scambio di favori si trattava?

Questa specie di piccoli mammiferi carnivori vive in gruppi con decine di esemplari, alcuni dei quali, durante il giorno, fanno il lavoro di sentinella. In parole semplici, si mettono su due zampe (o si arrampicano sulle rocce) e scrutano l'orizzonte alla ricerca di potenziali minacce, emettendo delle grida apposite per avvisare i compagni in caso di pericoli. Le manguste nane ‘arruolate' come sentinelle hanno una posizione piuttosto elevata nella società di questi animali, e godono di uno dei migliori privilegi: prolungate sequenze di grooming, cioè la rimozione delle pulci e di altri parassiti ad opera dei compagni. Maggiore era il tempo trascorso a svolgere la mansione di sentinella, più lunghe e approfondite erano le sessioni di ‘toelettatura' ad opera dei compagni. In pratica, veniva premiato il prezioso servigio condotto per l'intera comunità.

Il favore non era tuttavia immediato, ma veniva ricambiato di sera, quando le manguste si ritirano nelle proprie tane per riposare. Kern e Radford, per dimostrare che il grooming prolungato non era un caso, hanno registrato i versi di allarme di uno degli esemplari sentinella, e li hanno diffusi a più riprese per vedere se in qualche modo si riusciva a influenzare il comportamento dei compagni. Ebbene, anche i versi registrati facevano premiare la fortunata sentinella, che godeva di grooming extra anche quando non ‘lavorava'. I dettagli del curioso studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PNAS.

[Credit: Shannon Wild/Megan Shersby]