Una nuova tecnica permette di osservare in tempo reale le connessioni sinaptiche del cervello, che si illumina come un vero e proprio cielo stellato. Grazie all'altissima risoluzione delle immagini ottenute, che generano una mappa dell'attività cerebrale, i ricercatori potrebbero sviluppare metodi diagnostici all'avanguardia per individuare patologie neurologiche e psichiatriche. Ma non solo. Poter osservare nel dettaglio la comunicazione fra i neuroni, infatti, potrebbe anche aiutare a monitorare nel dettaglio l'azione e gli effetti dei trattamenti farmacologici.

La promettente procedura sperimentale è stata messa a punto da ricercatori italiani dell'Università Vita-Salute San Raffaele, che al momento l'hanno applicata solo su modelli murini, ovvero sui topi. I risultati ottenuti, tuttavia, potrebbero gettare le basi per lo sviluppo di una variante ad hoc per l'essere umano. Del resto risulta così efficace che le singole ‘stelle' – ovvero le connessioni neuronali – messe in evidenza nel cervello brillano in maniera più o meno intesa in base all'attività registrata. “È come se finalmente si potesse fotografare all'interno del cervello di un essere vivente l'attività dei circuiti sinaptici, e questo con una risoluzione altissima”, ha sottolineato il professor Antonio Malgaroli, docente di Fisiologia e Neuroscienze presso la facoltà di Psicologia dell'ateneo lombardo e autore principale dello studio.

Ma come hanno fatto Malgaroli e colleghi a osservare questo ‘cielo stellato' nel cervello dei topi? Gli studiosi italiani hanno sfruttato una proteina geneticamente modificata – chiamata SynaptoZip – che si attiva quando i neuroni comunicano con gli altri rilasciando i neurotrasmettitori, le sostanze alla base della trasmissione sinaptica. L'idea del team italiano è quella di sfruttare molecole presenti naturalmente nel cervello umano per ottenere il medesimo risultato in ambito clinico, senza dover passare per l'ingegneria genetica. I dettagli dell'affascinante studio sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature.

[Credit: Nature – Cover credit: TheDigitalArtist]