Chi ha una cattiva salute orale ha in media una pressione sanguigna più alta e risponde peggio ai farmaci somministrati per contrastarla. Nello specifico, le persone affette da parodontite, una patologia infiammatoria cronica dei tessuti che circondano i denti, ha il 20 percento in meno di probabilità di raggiungere livelli sani di pressione rispetto a chi non ne soffre. Il riferimento ottimale per la pressione sanguigna è di 120 millimetri di colonna di mercurio (mmHg) per la massima e di 80 mmHg per la minima, benché i parametri definiti normali possano rientrare anche in 130/85 mmHg a seconda dei casi.

A dimostrare questo legame, già emerso da passate indagini, un team di ricerca internazionale guidato da studiosi italiani del Dipartimento di Scienze della vita, della salute e dell'ambiente presso l'Ospedale San Salvatore dell'Università dell'Aquila, che hanno collaborato con un collega della Divisione di Nefrologia e Ipertensione presso gli Ospedali universitari “Cleveland Medical Center” dell'Università Case Western Reserve. Gli scienziati, coordinati dal professor Davide Pietropaoli dell'ateneo abruzzese, hanno trovato l'associazione tra cattiva salute delle gengive e pressione alta dopo aver analizzato statisticamente i dati di 3.600 persone con problemi di pressione, per le quali era nota anche la salute dentale (dopo visite dentistiche).

Dai risultati è emerso che i pazienti con una seria parodontite avevano in media una pressione sistolica di 2,3-3 mmHg superiore rispetto agli altri, e che il divario aumentava fino a 7 mmHg per le persone con ipertensione non trattata. In coloro che soffrivano della patologia orale, inoltre, i farmaci in grado di abbassare la pressione riuscivano sì a ridurre il gap, ma non a eliminarlo completamente. Ciò suggerisce che la parodontite riesca in qualche modo a “ostacolare” l'efficacia della terapia contro la pressione alta/ipertensione.

Secondo gli autori dello studio, salute orale e pressione alta sono così connesse che medici e professionisti della salute dentale dovrebbero prestare la massima attenzione alle due condizioni; le persone con malattia parodontale dovrebbero essere monitorate con maggiore costanza sotto il profilo della pressione arteriosa, mentre gli ipertesi potrebbero avere dei benefici rivolgendosi a un dentista. Una buona salute orale, ha spiegato il professor Pietropaoli, per chi soffre di ipertensione può essere importante nel controllo della condizione “come una dieta a basso contenuto di sale, regolare esercizio fisico e controllo del peso”. Si stima che l'ipertensione uccida 7,5 milioni di persone ogni anno a causa delle gravi patologie cardiovascolari che può scatenare (ictus, arresto cardiaco e insufficienza cardiaca), anche per questo evidenziare l'associazione con la salute orale potrebbe aiutare a salvare molte vite. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Hypertension dell'American Heart Association.