Se associamo le lacrime al pianto, potremmo dire che queste farfalle si nutrono della tristezza altrui e che dunque ci troviamo di fronte all'insetto più cinico ed insensibile in natura. Per fortuna certe valutazioni morali non vanno applicate al regno animale, anche perché in questo caso si tratta semplicemente delle lacrime che umettano l'occhio per tenerlo pulito, non certo del pianto disperato della testuggine. Quale che sia l'interpretazione che vogliamo dare, in Amazzonia le tartarughe si trovano spesso costrette a convivere con farfalle e api, interessate a bere le loro lacrime.

Secondo quanto dichiarato a LiveScience da Phil Torres, ricercatore presso il Centro di ricerca Tambopata in Perù, gli insetti potrebbero ricevere dagli occhi delle tartarughe nutrienti che le testuggini immagazzinano in gran quantità grazie alla loro dieta varia, comprensiva anche di carne. In particolare, i due volatili potrebbero essere "ingolositi" soprattutto dal sodio. Il rapporto tra l'insetto e l'anfibio – che non può definirsi simbiotico in assenza di un vantaggio reciproco – sembra sia tipico soltanto dell'Amazzonia. Fatto sta che la tartaruga non sembra lusingata dalle attenzioni degli insetti. Anzi, con movimenti tanto lenti quanto inefficaci cerca di dissuadere i suoi affezionati amici.