La gravidanza è una fase molto delicata nella vita di una donna, durante la quale possono emergere diverse complicazioni. Al giorno d'oggi la mortalità risulta particolarmente bassa, soprattutto nei Paesi sviluppati, ma alcune condizioni sottostanti possono esacerbare il rischio. In Italia, ad esempio, secondo un recente rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) sulla sorveglianza della mortalità materna è stato rilevato che mediamente si registrano nove decessi ogni 100mila bambini nati vivi (tra le migliori statistiche in Paesi Europa). Le cause principali legate a fattori ostetrici sono le emorragie e le tromboembolie, mentre tra le cause non ostetriche figurano eventi cardiovascolari e sepsi. Un nuovo studio ha dimostrato che le donne incinte con COVID-19, l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2, hanno una probabilità sensibilmente superiore di perdere la vita durante la gravidanza rispetto alle gestanti non contagiate, di ben 20 volte.

Lo ha determinato un copioso team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università d Oxford e del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell'Università di Washington, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Università degli Studi di Milano, della Divisione di Ostetricia e Ginecologia – ASST Spedali Civili di Brescia, del Barcelona Hospital Campus di Barcellona, dell'Ospedale Universitario di Strasburgo e di numerosi altri centri di ricerca e ospedali sparsi per il mondo. Si è trattato del più approfondito studio che ha messo a confronto la mortalità e la morbilità rilevate tra le donne incinte con COVID-19 e quelle non contagiate. Gli scienziati, coordinati dal professor Michael G. Gravett, docente presso la Scuola di Medicina dell'ateneo americano, hanno condotto uno studio di coorte analizzando i dati di 2.130 donne incinte di 18 Paesi a basso, medio e alto reddito. In 706 avevano diagnosi di COVID-19, mentre le restanti 1.424 erano negative. L'età media era di 30 anni. Per ogni donna incinta positiva ne sono state arruolate due negative ricoverate nello stesso ospedale, al fine di confrontare gli esiti clinici sia delle madri che dei bambini.

Come indicato nell'abstract dello studio, le donne con diagnosi di COVID-19 presentavano un rischio maggiore di preeclampsia / eclampsia (rischio relativo RR di 1,76); di infezioni gravi (RR, 3,38); di ricovero in terapia intensiva (RR, 5,04); di parto prematuro (RR, 1,59); e di indice di morbilità neonatale grave (RR, 2,66). La mortalità materna per le positive al coronavirus presentava un rischio relativo superiore di ben 22,3 volte. Gli scienziati hanno inoltre osservato che le donne sintomatiche con febbre e difficoltà respiratorie avevano un rischio maggiore di complicazioni (RR, 2,56), così come di avere un figlio con complicanze neonatali (RR, 4,97). Il parto cesareo era associato anche ad un aumento del rischio di positività al test neonatale (RR, 2,15), ma non l'allattamento al seno (RR, 1,10). Dall'analisi statistica è stato infine determinato che l'11,5 percento dei bambini nati da madri positive è risultato positivo al test della reazione a catena della polimerasi in tempo reale (tampone molecolare).

“Il risultato n. 1 dalla ricerca è che le donne incinte non hanno più probabilità di contrarre la COVID-19, ma se si contagiano, hanno maggiori probabilità di ammalarsi seriamente e hanno maggiori probabilità di aver bisogno di ricovero in terapia intensiva, ventilazione o di sperimentare un parto prematuro e preeclampsia”, ha dichiarato in un comunicato stampa il professor Gravett. “In questo studio di coorte multinazionale, la COVID-19 in gravidanza è stata associata ad aumenti consistenti e sostanziali della morbilità e della mortalità materna e delle complicanze neonatali quando sono state confrontate donne incinte con e senza diagnosi di COVID-19. Le persone in gravidanza e i medici dovrebbero attuare rigorosamente tutte le misure preventive COVID-19 raccomandate”, concludono gli autori della ricerca, sottolineando l'importanza della vaccinazione. Un recente studio guidato da guidato da scienziati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta ha appena dimostrato che i vaccini anti Covid a mRNA di Pfizer e Moderna sono sicuri per le donne incinte. I dettagli della ricerca “Maternal and Neonatal Morbidity and Mortality Among Pregnant Women With and Without COVID-19 Infection – The INTERCOVID Multinational Cohort Study” sono stati pubblicati sulla rivista JAMA Pediatrics.