Le cure di scarsa qualità provocano 5 milioni di morti all'anno, più di quelli causati dall'assenza di assistenza medica. A determinare l'incredibile dato un team di ricerca internazionale guidato da studiosi dell'autorevole Scuola di Sanità Pubblica TH Chan dell'Università di Harvard. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Margaret E. Eruk, docente presso il Dipartimento di Salute Globale e Popolazione dell'ateneo di Boston, sono giunti a questa conclusione dopo aver messo a confronto i dati dei sistemi sanitari di 137 Paesi a basso/medio reddito (LMIC) con quelli di 23 dove la sanità garantisce servizi di elevata qualità.

Utilizzando i dati del Global Burden of Disease 2016, uno studio sull'impatto globale delle patologie, Eruk e colleghi hanno calcolato i tassi di mortalità per 61 malattie e condizioni frequenti. Tra esse AIDS, tubercolosi, cancro, eventi cardiovascolari, malattie prevenibili con un vaccino – come l'epatite B, la difterite e il morbillo -, malattie tropicali trascurate come la cisticercosi e altre patologie alla stregua della malaria. Dall'analisi statistica è emerso che a causa di queste patologie nei Paesi a basso/medio reddito nel 2016 c'è stato un surplus di 15,6 milioni di decessi. Fra tutti questi morti, ben 5 milioni erano legati a un'assistenza sanitaria di scarsa qualità. In pratica, con le cure appropriate queste persone avrebbero potuto salvarsi. Si tratta di un dato estremamente significativo, considerando che, su scala globale, esso è cinque volte superiore al numero di decessi provocati dall'AIDS e circa quattro volte quello delle morti legate al diabete. Inoltre, come indicato, è superiore anche alle morti per mancata assistenza sanitaria, calcolate in 3,6 milioni.

Ma di quali malattie si muore per la scarsa qualità delle terapie? Nei Paesi a basso e medio reddito al primo posto ci sono gli eventi cardiovascolari, con l'84 percento dei decessi interessati da questo fattore. Emblematico anche il dato per i neonati, con ben un milione di decessi legati a trattamenti sanitari inadeguati. In un grande Paese come l'India i morti in un anno a causa dell'assistenza sanitaria inadeguata sono 1,6 i milioni, mentre 800mila sono quelli provocate dal mancato accesso alle terapie. Per questa ragione il direttore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato che è necessaria una vera propria rivoluzione nel monitoraggio e nei piani di investimento anche nella più piccola e remota clinica del mondo. I dettagli dello studio, che ha coinvolto trenta ricercatori provenienti da 18 Paesi, sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica The Lancet.