Credit: Ceri Jones, Haven Diving Services
in foto: Credit: Ceri Jones, Haven Diving Services

Le capesante, molluschi bivalvi conosciuti anche col nome di “pettini di mare”, hanno duecento occhi che funzionano come telescopi riflettori, o come un grande radiotelescopio. Lo ha scoperto un team di ricerca internazionale composto da studiosi dell'Istituto Weizmann della Scienza (Israele) e dell'Università Lund (Svezia), che per la prima volta ha esaminato gli organi visivi di questi animali con un dettaglio senza precedenti. L'osservazione è stata possibile grazie a una tecnica microscopica innovativa, in grado di mantenere integre le strutture degli occhi durante l'analisi.

Ma perché ricordano proprio i telescopi riflettori? Nella maggior parte degli animali, uomo compreso, la visione è permessa dalla luce che viene rifratta da una lente sulla retina. In alcune specie marine, tuttavia, la lente è sostituita proprio da una serie di specchi, che come in alcuni telescopi si basano sulla riflessione. Questo sistema favorisce la vista nelle acque profonde: non a caso è presente in diversi pesci abissali e crostacei, ma anche in molluschi come le capesante.

Gli studiosi, coordinati dal professor Benjamin Palmer dell'ateneo israeliano, si sono concentrati in particolar modo sugli occhi del Pecten maximus, una grande specie che vive nell'Atlantico settentrionale. Per carpirne i segreti, hanno sfruttato un microscopio che congela rapidamente i campioni e impedisce loro la disidratazione e il cambio di forma. Sin dagli anni '60 gli scienziati sapevano di questi specchi (concavi) negli occhi delle capesante, ma non era mai stato possibile osservarne il dettaglio interno.

Credit: Dan–Eric Nilsson, Lund University
in foto: Credit: Dan–Eric Nilsson, Lund University

In parole semplici, lo specchio dietro ciascun occhio ha una struttura a strati, ricca di cristalli di guanina dalla forma quadrata che riflettono la luce proveniente dall'ambiente. L'immagine viene proiettata su una retina a doppio strato, uno dedicato alla visione periferica e l'altro a quella normale. È complesso immaginare cosa riescano a vedere esattamente le capesante con 200 di queste strutture in funzione, ma si tratta indubbiamente di un sistema raffinatissimo, con campi visivi molto ampi e sovrapposti. Ciò permette ai molluschi di cogliere facilmente variazioni di luminosità potenzialmente pericolose (come quella prodotta da un predatore) e quindi di fuggire prontamente.

Palmer e colleghi credono che le scoperte su questi occhi così particolari potranno un giorno aiutare gli ingegneri a realizzare dispositivi ottici inediti, come telecamere diagnostiche in ambito medico o telecamere di sorveglianza con un ampio campo visivo. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science.