Riscaldamento globale
in foto: Riscaldamento globale

Entro il 2100 il sud-est asiatico potrebbe diventare invivibile a causa delle temperature troppo alte provocate dal riscaldamento globale. Questo è quanto sostiene lo studio intitolato “Future temperature in southwest Asia projected to exceed a threshold for human adaptability” e pubblicato su Nature Climate Change dai ricercatori del MIT e della Loyola Marymount University. Nello specifico, si ritiene che in parte del Golfo Persico le temperature toccheranno livelli talmente elevati da non permettere agli esseri umani di sopravvivere, questo ovviamente se non dovessero cambiare gli attuali standard delle emissioni di gas. Insomma, secondo gli scienziati, “le condizioni climatiche di queste regioni, comprese le acque poco profonde e l'intensa attività solare, in assenza di una mitigazione significativa, probabilmente avranno un impatto grave sull'abitabilità per gli esseri umani”.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori Jeremy Pal e Elfatih Eltahir hanno realizzato un simulatore ad alta risoluzione dei futuri cambiamenti climatici che analizza la “temperatura di bulbo umido” (wet-bulb temperature). Questa combina la temperatura e l'umidità al fine di ricreare la condizione in cui si trova il nostro corpo in assenza di condizionatori climatici artificiali, in pratica considera la capacità che abbiamo di rinfrescarci.

La soglia di sopravvivenza, secondo gli ultimi studi effettuati, è di 6 ore senza protezione sotto 35 gradi Celsius (95 gradi Fahrenheit) ed è stati quasi raggiunta questa estate, il 31 luglio, a Bandahr Mashrahr (Iran) dove si sono toccati i 34,6 C.

I dati raccolti dai ricercatori hanno evidenziato che entro il 2100 le estati a Doha, Qatar, Abu Dhabi, Dubai e Bandar Abbas supereranno i 35. Mentre nella Penisola Araba, adiacente al Mar Rosso, le temperature, che varieranno tra i 32 e i 34 C, non agevoleranno di certo il pellegrinaggio a La Mecca, dove ogni anno arrivano circa 2 milioni di fedeli. E non è tutto. Gli scienziati sottolineano infatti che le popolazioni più povere, ad esempio in Yemen, probabilmente non riusciranno a sostenere simili condizioni termiche estreme.

Non ci resta che attendere il COP21, XXI Conferenza delle Parti (COP 21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), per capire come (e se) le Nazioni abbiano intenzione di affrontare la questione “riscaldamento globale” per capire a quale destino stiamo andando incontro.