La susa atlantica (Sousa teuszii), una rara specie di delfino che vive lungo le coste occidentali dell'Africa, è sull'orlo dell'estinzione a causa delle reti da pesca. Lo hanno dimostrato i ricercatori del WCS (Wildlife Conservation Society) e i biologi marini dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), dopo aver condotto una campagna di osservazione e revisione dei dati su questi schivi mammiferi. Secondo gli studiosi, coordinati dal professor Tim Collins, membro del progetto Ocean Giants Program della WCS, sarebbero rimasti in tutto meno di 1.500 esemplari in età riproduttiva. Il numero è sensibilmente superiore a quello delle vaquita, il cetaceo più minacciato del pianeta con soli 30 esemplari rimasti, tuttavia è così basso che è stato deciso di spostare la specie dal codice VU (vulnerabile) al codice CR (pericolo critico di estinzione) della Lista Rossa.

Il motivo principale che ha portato la specie al collasso sono le reti abbandonate in mare dai pescatori, dove le suse atlantiche restano intrappolate sino a morire. Come tutti i cetacei, infatti, questi animali hanno bisogno di respirare aria in superficie, che non possono raggiungere mentre combattono per liberarsi dai micidiali intrecci delle reti. Ad amplificare il rischio estinzione vi è il fatto che nelle aree in cui questi cetacei vivono, una striscia di mare di 7mila chilometri che si estende dalle zone costiere del Sahara sino all'Angola, non vi è alcuna misura per limitare o impedire le catture accidentali. A causa del degrado dell'habitat naturale i ricercatori hanno osservato che gli esemplari superstiti vivono in piccoli gruppi frammentati e isolati, un dettaglio che riduce le possibilità di incontro tra i pochi esemplari maschi e femmine fertili.

Le suse atlantiche sono delfini di colore grigio scuro che raggiungono i 2,5 metri di lunghezza. Presentano una curiosa gobba appena sotto la pinna dorsale, una struttura che somiglia a una vela piuttosto che alla classica pinna falcata dei delfini. Il rostro, ovvero il muso, ricorda invece quello del tursiope (Tursiops truncatus), il delfino per antonomasia. Vive negli ambienti costieri e generalmente in acque poco profonde, anche per questo il suo habitat naturale è fortemente minacciato, dall'inquinamento ambientale ma anche da quello acustico.

[Credit: WDC/Caroline Weir]