L'atmosfera terrestre è sensibilmente più estesa di quanto creduto fino ad oggi; il suo confine, infatti, si trova a ben 630mila chilometri di distanza dalla superficie del pianeta, più del triplo del dato accreditato in precedenza (200mila chilometri). Per rendersi conto delle sue pantagrueliche dimensioni, basti pensare che la Luna vi vola letteralmente attraverso, come dichiarato dal fisico Igor Baliukin. La distanza media del satellite è infatti di 384mila chilometri.

Credit: NASA Earth Observatory
in foto: Credit: NASA Earth Observatory

A determinare la grandezza dell'atmosfera terrestre è stato un team di ricerca internazionale del progetto Solar and Heliospheric Observatory (SOHO), dal nome del telescopio spaziale sviluppato in collaborazione tra l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l'Agenzia Aerospaziale Americana (NASA).

Credit: ESA
in foto: Credit: ESA

Confini impercettibili. Se già il dato dei 200mila chilometri per definire i confini dell'atmosfera terrestre vi risulta eccessivo non c'è da stupirsi. Convenzionalmente, infatti, si ritiene che l'atmosfera terrestre finisca a soli 100 chilometri di altezza, al confine della cosiddetta linea di Karman, quella che ci indica dove inizia lo spazio (anche se non tutti sono concordi). In pratica, sotto la soglia dei 100 chilometri c'è lo spazio aeronautico, dove possono volare gli aerei; al di sopra di essa c'è quello astronautico, dove invece volano le navi spaziali. Ma l'atmosfera terrestre non è affatto così semplice e netta, il suo limite esterno – chiamato esosfera – sfuma infatti in una debolissima nube di idrogeno ed elio (la geocorona) che emette luce nel lontano ultravioletto. Fu fotografata nel 1972 dagli astronauti della missione dell'Apollo 16.

La geocorona fotografata dagli astronauti della missione Apollo 16 Credit: NASA
in foto: La geocorona fotografata dagli astronauti della missione Apollo 16 Credit: NASA

Nuova scoperta. Come indicato, sino ad oggi si riteneva che la geocorona arrivasse a circa 200mila chilometri di distanza, ma grazie ai dati dello strumento SWAN equipaggiato sul SOHO, progettato proprio per studiare lo strato più esterno dell'esosfera (nello specifico i fotoni Lyman-alfa), gli scienziati hanno potuto calcolare la nuova estensione dell'atmosfera terrestre. Il dettaglio più curioso di questa scoperta risiede nel fatto che le rilevazioni erano state raccolte ben 20 anni fa, tra il 1996 e il 1998; i dati sono rimasti in archivio per tutto questo tempo fino a quando gli scienziati non hanno deciso di analizzarli nel dettaglio. Il fatto che l'atmosfera terrestre si estende fino a 630mila chilometri non è un'informazione fine a se stessa; poiché i telescopi spaziali e gli altri strumenti che studiano il profondo cielo vi passano attraverso, dovrebbero essere calibrati al meglio per annullare il disturbo della geocorona, che potrebbe “sporcare” la precisione delle rilevazioni. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Journal of Geophysical Research: Space Physics.