Credit: Cambodian Archaeological Lidar Initiative
in foto: Credit: Cambodian Archaeological Lidar Initiative

L'estesa rete urbana dell'antica città perduta di Mahendraparvata è stata scoperta sotto la fitta vegetazione cambogiana. Piccoli templi e altre strutture sparse furono scoperte già nel 2012, tuttavia, grazie alla tecnica di telerilevamento laser aviotrasportata (LIDAR – Light Detection and Ranging) e ad approfondite spedizioni sul campo, gli archeologi sono riusciti a tratteggiare una mappa dettagliata della fiorente metropoli dell'antichità, oltre che a scoprire numerosi altri siti nascosti. In base ai dati raccolti, Mahendraparvata nel IX secolo dopo Cristo si estendeva per ben 50 chilometri quadrati.

A far emergere questo preziosissimo sito archeologico nella sua interezza è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati della Fondazione di Archeologia e Sviluppo di Londra, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Scuola francese dell'Estremo Oriente di Parigi e dell'Autorità Nazionale Aspara della Cambogia. Gli archeologi sono stati coordinati dal professor Jean-Baptiste Chevance, che assieme a Damian Evans fu il primo a individuare le prove dell'esistenza di Mahendraparvata.

Incastonata sul massiccio collinare di Phnom Kulen, a nord-est del celeberrimo sito archeologico di Angkor, l'antica città perduta fu una delle prime capitali del potente Impero Khmer, che dominò tra IX e il XV secolo nel Sud-Est asiatico. La sua influenza si estese oltre l'attuale Cambogia, abbracciando anche una porzione estesa del Vietnam, del Laos e della Thailandia. Quando l'impero cadde, Mahendraparvata venne completamente avvolta dalla vegetazione, e il suo antico splendore è rimasto celato agli occhi degli studiosi sino ai giorni nostri.

“Fino ad oggi la regione montuosa di Phnom Kulen ha ricevuto sorprendentemente poca attenzione. Manca quasi del tutto dalle mappe archeologiche, ad eccezione di una serie di punti che indicano i resti di alcuni templi in mattoni”, hanno dichiarato gli scienziati che hanno condotto la ricerca. Grazie alla tecnologia LIDAR e a spedizioni sul campo durate diversi anni, tuttavia, ora è finalmente possibile avere un'idea precisa dell'estensione e della disposizione dell'antica metropoli. Chevance e colleghi hanno individuato migliaia di strutture archeologiche celate dalla vegetazione, punti nevralgici della città progettata secondo un tradizionale modello a griglia molto lineare. Molti di questi siti dovranno essere esplorati nel dettaglio, dato che potrebbero custodire preziosissimi tesori archeologici.

Benché fiorente, Mahendraparvata non durò a lungo come capitale dell'Impero Khmer. I regnanti decisero infatti di spostare rapidamente la capitale ad Angkor, che si trovava in un luogo più pianeggiante e dunque decisamente più favorevole per la coltivazione dei prodotti alimentari e l'allevamento del bestiame. I dettagli dell'affascinante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Antiquity.