L'avveniristico satellite dal cuore italiano “Aeolus” dedicato all'analisi dei venti è stato lanciato con successo alle 23:20 di mercoledì 22 agosto dal Centro Spaziale Guyana (CSG) di Kourou, nella Guyana francese. Il dispositivo dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), che promette di rivoluzionare la precisione delle previsioni meteo, è stato portato in orbita dal razzo lanciatore Vega della Arianspace, anch'esso un orgoglio italiano poiché costruito negli stabilimenti della Avio, in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

A salutare il boato e il ‘lift off' del Vega l'astronauta Samantha Cristoforetti, il direttore dell'ASI Roberto Battiston, l'amministratore delegato di Avio Giulio Ranzo e numerose figure di spicco nel campo della meteorologia: del resto il satellite sarà una vera e propria punta di diamante nella flotta di dispositivi dedicati a questi studi.

A rendere Aeolus così eccezionale per le previsioni meteo è il suo strumento principale, l'ALADIN, acronimo di Atmospheric LAser Doppler Instrument, un lidar – cioè un radar che invece di operare con onde radio sfrutta impulsi laser – in grado di profilare con assoluta precisione i venti, sia in condizioni di cielo sereno che nuvoloso. È stato realizzato negli stabilimenti della Leonardo a Campi Bisenzio in provincia di Firenze e a Pomezia, in provincia di Roma.

Dai dati raccolti, trasmessi dal satellite quasi in tempo reale ai centri meteorologici coinvolti nella ricerca, è possibile ottenere informazioni dettagliatissime su nubi e aerosol, che gli scienziati potranno tradurre in previsione meteorologiche estremamente precise, fino a 7 giorni. “Nessuno strumento del genere è mai stato nello spazio finora – ha dichiarato Simonetta Cheli, capo dell'Ufficio di coordinamento del direttorato dell'Esa per l'Osservazione della Terra – e la sua importanza è fondamentale: il suo compito è ricostruire i profili globali dei venti con una precisione accurata grazie a ben 80 funzioni ottiche”.

Benché si tratti di uno strumento rivoluzionario, Aeolus è praticamente un prototipo scientifico, che ha come principale obiettivo quello di aprire le porte alla meteorologia del futuro. Per una vera e propria missione operativa, infatti, sarebbe necessaria una flotta di strumenti simili. Il satellite, il cui nome è un omaggio al dio greco del vento Eolo, opererà a una quota di ‘appena' 320 chilometri – molti satelliti affini si trovano a 800 chilometri dalla superficie terrestre – e completerà ogni giorno 16 orbite attorno alla Terra, una ogni ora e mezza.

Aeolus è il quinto satellite del “Living Planet Programme” inaugurato dall'Agenzia Spaziale Europea, che ha come obiettivo primario lo studio dell'atmosfera e della meteorologia della Terra. Il grande contributo dato dall'Italia nella sua progettazione e costruzione non può che riempirci di orgoglio.

[Credit: ESA]