Credit: VAW
in foto: Credit: VAW

I lacci emostatici sono spesso contaminati da batteri multiresistenti che possono dar vita a infezioni anche gravi. A mettere in evidenza il potenziale pericolo celato nei tubicini di gomma è stato un team di ricerca portoghese guidato da scienziati del Politecnico di Coimbra; del resto questi dispositivi medici non sono usa e getta e dunque vengono utilizzati per un gran numero di pazienti, catalizzando i rischi per la salute.

La ricerca. Gli scienziati, coordinati dalla dottoressa Nádia Osório, hanno analizzato statisticamente i risultati di decine studi clinici sull'argomento condotti in tutto il mondo; al termine della scrematura ne hanno selezionati venti per un totale di quasi 1.500 lacci emostatici. Le percentuali di contaminazione rilevate dall'indagine spaziavano dal 10 percento al 100 percento.

Batteri pericolosi. Le specie di microorganismi rilevate con maggior frequenza sono state gli stafilococchi coagulasi negativi, trovati in quasi un terzo dei lacci emostatici (441 su 1.479). Questi batteri di forma sferica e immobili sono poco virulenti, tuttavia possono essere responsabili di endocarditi, infezioni dei reni e del peritoneo durante gli interventi chirurgici, inoltre possono dar vita anche a infezioni della pelle. Tra le altre specie rilevate da Osorio e colleghi vi sono batteri dei generi Pseudomonas e Klebsiella, oltre a Escherichia coli, Acinetobacter baumannii e Stenotrophomonas maltophilia, che arrivavano a percentuali di contaminazione del 10 percento per ciascuna specie. Si tratta di patogeni più o meno opportunisti che possono dar vita a gravi infezioni sistemiche anche letali, e che recentemente stanno dimostrando anche una certa resistenza agli antibiotici. Rappresentano un pericolo soprattutto per le persone con sistemi immunitari debilitati, come molti pazienti ospedalieri.

I risultati. “Questi dati ribadiscono i rischi intrinseci che i lacci emostatici riutilizzabili possono rappresentare per la sicurezza e la qualità dell'assistenza dei pazienti, in relazione alla potenziale diffusione di microrganismi tra i pazienti attraverso questo dispositivo medico”, hanno dichiarato gli studiosi. I ricercatori hanno inoltre ribadito la necessità di introdurre linee guida per la decontaminazione dei lacci emostatici e programmi di formazione del personale medico, aggiungendo che anche i tubicini di gomma usa e getta potrebbero rappresentare una soluzione al problema. I dettagli dello studio saranno presentati in seno al Congresso europeo di microbiologia clinica e malattie infettive (ECCMID) che si terrà tra il 13 e il 16 aprile ad Amsterdam, nei Paesi Bassi.