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Il terremoto di magnitudo 8.9 fu tremendo, spaventoso e, per molti, letale. Quello che seguì fu, se possibile, ancora peggio. Prima lo tsunami e poi la fusione delle barre di combustibile nella Centrale nucleare di Fukushima. Tuttavia, l'11 marzo 2011 era soltanto iniziata una tragedia destinata ad avere conseguenze anche nei decenni successivi. Secondo i ricercatori il cesio e i depositi della centrale riversati nell'oceano continueranno ad inquinare le acque e a compromettere la fauna marina per diversi decenni. Un rapporto di ottobre del 2012 ha rivelato che il livello di radioattività sul pescato era pressoché immutato rispetto all'anno del disastro nucleare. Quando la Tokyo Electric Power (Tepco) catturò un pesce nella stessa baia su cui sorge la centrale e misurò il livello di cesio radioattivo, ne rilevò una presenza di 254.000 becquerel al chilo, ovvero 2540 volte la quantità tollerata.

Le conseguenze sulla fauna non possono non far pensare che gli stessi effetti disastrosi riguardino anche la produzione della terra. Le immagini che circolano in Rete – e che proponiamo nella galleria di foto – appaiono dunque veritiere, benché non sia possibile verifica, né sapere se le metamorfosi delle verdure si possano associare alle radiazioni della centrale.