Il bacillo di Koch continua ad infettare, causando ogni anno più vittime dell'HIV: un milione e mezzo nel solo 2014, troppi per una malattia come la tubercolosi, da molti creduta addirittura debellata. Va detto anche che, dagli anni '90 ad oggi, il numero dei decessi si è ridotto quasi della metà ma la gran parte di queste morti potevano essere evitate, secondo i dati del Global tuberculosis report 2015, curato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Meno vittime (ma comunque troppe)

Soltanto nel corso dello scorso anno la TBC ha ucciso 890.000 uomini, 480.000 donne e 140.000 bambini: un tasso che fa di questa malattia uno dei più feroci killer in assoluto, assieme all'HIV. Il numero totale dei morti per HIV nel 2014 è di 1,2 milioni, cifra che include anche 400.000 sieropositivi con tubercolosi.

Quindi, se è vero che a partire dal 2000 (l'anno in cui l'OMS fissò gli obiettivi del millennio) diagnosi e trattamenti efficaci hanno salvato 43 milioni di persone in 15 anni facendo scendere l'incidenza del 18%, è altrettanto innegabile che i progressi e i successi sono ancora molto lontani dall'essere sufficienti: lo sottolinea il dottor Mario Raviglione, direttore del Global TB Programme, ricordando che «Siamo ancora di fronte al peso di 4.400 persone che muoiono ogni giorno, una cosa inaccettabile in un'epoca in cui è possibile avere una diagnosi ed una cura per quasi ciascuna persona con la tubercolosi».

La tubercolosi multiresistente

Il 2014 segna anche un incremento nei nuovi casi registrati, che sarebbero 9,6 milioni: più della metà sono localizzati in Cina, seguono l'India, l'Indonesia, la Nigeria, il Pakistan. Tra questi, circa il 3,3% sono infezioni causate da batteri che resistono ai farmaci (tubercolosi multiresistente, MDR-TB); un livello rimasto inalterato rispetto agli anni precedenti ma che preoccupa particolarmente.

In generale, infatti, c'è un problema riguardante la diagnosi in molti Paesi dove la tubercolosi colpisce: il rapporto evidenzia come in tutto il mondo oltre un terzo dei casi non vengano individuati e segnalati dalle autorità nazionali (di conseguenza non trattati). Per quanto riguarda la MDR-TB, maggiormente diffusa in Cina, India e Federazione Russa, nel 2014 soltanto un quarto  dei casi totali – pari a 123.000 su 480.000 – è stato riportato dalle autorità: questo fa temere per la possibilità che la forma resistente possa continuare a diffondersi.

Più diagnosi e più cure

Questo è quanto chiedono coloro i quali sono impegnati nella battaglia contro la tubercolosi: ricerca per nuovi farmaci, controllo maggiore da parte delle autorità, trattamenti tempestivi. Il problema alla base, però, resta quello dei fondi: si parla di un ammanco di circa 1,4 miliardi di dollari americani rispetto agli 8 che sarebbero necessari per migliorare gli interventi su ampia scala. A questo andrebbe aggiunta anche una cifra da destinare agli studi utili a sviluppare nuovi criteri diagnostici, nuovi medicinali e nuovi vaccini: investimenti che potrebbero salvare la vita di milioni di persone.

[In apertura: Mycobacterium tuberculosis Bacteria, foto di NIAID via flickr]