30 Novembre 2017
17:43

La triste storia del primo trapianto di cuore che ha cambiato il mondo: sono passati 50 anni

Il 3 dicembre 1967 il dottor Christiaan Barnard trapiantò in Sudafrica il primo cuore della storia. L’intervento, durato 9 ore, riuscì perfettamente, ma il paziente, un 54enne che ricevette l’organo da una ragazza di 25 anni, morì 18 giorni dopo a causa di una polmonite.
A cura di Andrea Centini

Sono trascorsi 50 anni dal primo trapianto di cuore della storia, mezzo secolo da una pietra miliare della medicina che ha permesso di salvare la vita – e continuerà a farlo – a migliaia di pazienti. Basti pensare che oggi si eseguono ben seimila trapianti di cuore ogni anno, 267 dei quali nel Bel paese (dato del 2016). Il merito di questo intervento prodigioso fu dell'equipe guidata dal compianto cardiochirurgo sudafricano Christiaan Barnard, che grazie all'operazione diventò una vera e propria star internazionale.

Il dottor Barnard trapianta un cuore a un cane
Il dottor Barnard trapianta un cuore a un cane

Come ogni altro trapianto di cuore, anche l'intervento storico eseguito all'ospedale Groote Schuur di Città del Capo è stato preceduto da una vicenda dolorosa. Il 2 dicembre 1967 la signora Myrtle Ann Darvall e la figlia Denise, una ragazza di soli 25 anni, vengono investite: la donna più anziana muore sul colpo, la figlia viene portata in condizioni disperate in ospedale. Per i medici le ferite subite sono troppo gravi e non si può fare nulla per salvarle la vita. A quel punto suggeriscono al padre travolto dal lutto la donazione degli organi. Il cuore potrebbe salvare la vita a un droghiere di 54 anni, Louis Washkansky, ricoverato nel nosocomio sudafricano a causa del diabete e di una grave forma di insufficienza cardiaca.

Ricevuto l'ok dall'uomo, Christiaan Barnard predispone il tutto per l'intervento “fantascientifico”, che verrà eseguito il giorno successivo, il 3 dicembre 1967. Una data incisa nella storia della medicina. L'equipe di 30 fra medici e altri operatori sanitari, fra i quali anche il fratello Marius di Barnard, impiegò 9 ore in tutto per trapiantare l'organo della sfortunata Denise. Secondo quanto riportato nel libro ‘Every Second Counts: The Race to Transplant the First Human Heart' dello scrittore e giornalista Donald McRae, Barnard sì lasciò sfuggire un'imprecazione al termine della faticosissima operazione: “Cristo, funzionerà”.

Il dottor Barnard
Il dottor Barnard

E in effetti funzionò. Dopo 33 ore dall'intervento, Washkansky riprese conoscenza e disse di sentirsi meglio. L'uomo col cuore di una donna finì rapidamente sotto la luce dei riflettori internazionali, ma la sua ‘rinascita' si concluse prima del previsto. Nel giro di pochi giorni i suoi globuli bianchi crollarono drasticamente a causa dei farmaci immunosoppressivi che stava assumendo, e contrasse una polmonite che in una decina di giorni lo portò alla morte. Morì esattamente 18 giorni dopo il celebre intervento, ma la sua tragica scomparsa non oscurò il risultato raggiunto da Barnanrd e colleghi.

Il cardiochirurgo fu celebrato in tutto il mondo, in particolar modo negli Stati Uniti, e la sua nuova vita sotto i riflettori ebbe un impatto significativo anche sulle vicende personali. Si sposò tre volte ed ebbe sei figli. Il 2 gennaio del 1968 eseguì il secondo trapianto di cuore (il paziente stavolta sopravvisse circa un anno e mezzo), e proseguì con altre operazioni pionieristiche sino alla scoperta della ciclosporina, un immunosoppressivo che cambiò radicalmente la storia del trapianto cardiaco, portandolo sino ai grandissi traguardi di oggi. Barnard morì per un attacco d'asma il 2 settembre 2001 per un attacco d'asma a Pafo, sull'isola di Cipro.

[Credit: Scotth23]

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