4 Maggio 2016
16:50

La Terra è più verde (ma solo grazie all’anidride carbonica)

La CO2 nell’atmosfera sta funzionando come fertilizzante.
A cura di Nadia Vitali

Un gruppo di 32 scienziati, provenienti da 24 diverse istituzioni di otto Paesi, ha recentemente pubblicato uno studio in cui mostra come l'incremento di CO2 nell'atmosfera abbia avuto un risvolto interessante, e forse inaspettato per i più, nel rendere Terra e piante più verdi negli ultimi 33 anni. Lo evidenziano i dati raccolti grazie ai satelliti MODIS della NASA e AVHRR del NOAA, illustrati in un articolo pubblicato da Nature Climate Change.

Un continente vegetale in più

Più verde, più piante e alberi e, quindi, più foglie: accade a causa del fenomeno chimico noto come fotosintesi clorofilliana che comporta che le piante producano zuccheri a partire da luce solare e anidride carbonica, sfruttando al contempo l'acqua e i nutrienti assorbiti dal terreno. Tali zuccheri funzionano come un carburante e un nutrimento per la Terra e, comprensibilmente, possono essere prodotti in maggior quantità in presenza di più elevate quantità di CO2. Ed è inutile sottolineare che di CO2, ultimamente, ne abbiamo a sufficienza, sicuramente in livelli mai conosciuti quanto meno nell'ultimo mezzo milione di anni. E così, i combustibili fossili dell'età industriale hanno finito per dare un contributo enorme a questa involontaria forma di fertilizzazione, contribuendo in primo luogo al cambiamento climatico.

Gli ultimi 33 anni – gli studi sulle rilevazioni satellitari si sono focalizzate su questo intervallo di tempo – hanno visto crescere le superfici verdi per un totale di circa 18 milioni di chilometri quadrati, equivalenti a circa due volte l'area degli Stati Uniti: il che è sicuramente un bene ma non è sufficiente per dire che ci troviamo un ciclo "virtuoso" per il nostro sistema ambiente. Tutt'altro.

Più verdi ma non per questo più sani

I presunti effetti benefici legati all'aumento di CO2 sono stati già sfruttati non troppo tempo fa da personaggi come Rupert Murdoch, in occasione della ventunesima conferenza delle parti (COP21) tenutasi a Parigi, nel tentativo di discutere i criteri di taglio delle emissioni nell'atmosfera; naturalmente, semplificazioni del genere sono lontane anni luce dalla realtà dei fatti che è quella di un Pianeta estremamente sofferente.

Un aumento del verde fa sicuramente bene alla Terra: il nostro Pianeta, del resto, è caratterizzato anche da estrema resilienza, proprio per assorbire i colpi dell'effetto antropico. La fertilizzazione da CO2, però, non è neanche lontanamente in grado di bilanciare i gravi problemi derivanti dal cambiamento climatico che conosciamo come riscaldamento globale, aumento del livello del mare, scioglimento dei ghiacciai marini, desertificazione e incremento dei fenomeni meteorologici estremi; senza contare che, verosimilmente, non siamo ancora a conoscenza di tutte le conseguenze negative legate al global warming. Anzi, concludono gli scienziati, gli effetti benefici sono non soltanto temporanei ma del tutto inconsistenti di fronte a quello che, a gran velocità, sta accadendo al nostro mondo negli ultimi decenni; e quello che potrebbe accadere nei prossimi anni.

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