Sembra l'immagine di un creepypasta, ed effettivamente questo è il taglio seguito da chi ha confezionato la storia di un trattamento psichiatrico – ritenuto in voga in America negli anni '30 – da imporre alle casalinghe infelici. Mostra una donna costretta ad indossare una sorta di museruola, che oltre a imporle il silenzio fa comparire una sorta di sorriso da clown. In realtà ci troviamo di fronte ad una burla vecchia di almeno ottant'anni, riesumata oggi in Rete con poche modifiche. Ecco di cosa si tratta.

Ottant'anni di bufale e "selfie"

La povera casalinga è raffigurata mentre si specchia, la modernità dell'immagine è lampante, difficile resistere al suo fascino in Rete; ricorda infatti la posa dei selfie odierni. Al solito il problema qui è capire se l'immagine rappresenta sul serio il contesto attribuitole. Non è la prima volta che ci poniamo questa domanda.

Da dove viene l'immagine? Innanzitutto ci siamo armati di Google immagini – cosa che consigliamo di fare a tutti prima di condividere una foto suggestiva in Rete – andando a ritroso siamo riusciti a scoprire dove è stata pubblicata per la prima volta negli Stati Uniti. Nella rivista compaiono altre immagini che presentano il medesimo "sorriso". Il titolo dell'articolo suggerisce il possibile contesto originale:

Budapest, ‘City of suicides', Is taught to force a smile.

A Budapest, "Città dei suicidi", si insegna a forzare un sorriso.

Lo Smile Club di Budapest

Andando in giro per le emeroteche online troviamo anche un articolo del Sunday Times Perth riguardante il problema dei suicidi a Budapest. Il pezzo è stato pubblicato nel 1937.  Si parla di un certo "Smile club" in entrambe le fonti.

Adesso, però, è stato inaugurato uno ‘Smile Club' per contrastare la mania suicida, iniziata come uno scherzo del professor Jeno e di un ipnotizzatore chiamato Binczo […] Gli organizzatori hanno ora una scuola regolare e la garanzia di insegnare il sorriso di Roosevelt, il sorriso di Mona Lisa…

Tutto questo si lega anche al “Gloomy Sunday”, una vera e propria leggenda urbana che faceva leva su delle foto suggestive (già ottant'anni fa), per confezionare vari scoop. Se ne occuparono nel 2007 i colleghi di Snopes. Niente a che vedere quindi con la moderna versione riguardante delle "casalinghe depresse".

Anche l'immagine fornisce indizi interessanti. La donna non veste abiti consoni per una internata nosocomiale dell'epoca, con tanto di gioielli e messa in piega alla moda. Non sappiamo con certezza chi sia il fotografo che l'ha scattata, compare per la prima volta nel 1937 nel tabloid olandese Het Leven. Si tratta della fonte originale di questa fake news d'epoca.

Una fake news d'epoca. Het Leven fu attiva dal 1906 al 1941 e stando a quanto riportano nella intro del loro archivio fotografico era gestita da veri e propri paparazzi e artisti dediti alla produzione di contenuti scioccanti e sensazionalisti. A quanto pare anche nel mondo dell'informazione vale la massima gattopardista:

Tutto deve cambiare perché tutto resti come prima.