Un termometro
in foto: Un termometro

La temperatura media del corpo umano si è abbassata di circa 0,4° C nel corso degli ultimi due secoli, passando da 37° C a 36,6° C. Siamo dunque più freddi rispetto al passato, un cambiamento che, secondo alcuni studiosi, sarebbe legato alla vita più agiata e in salute seguita alla Rivoluzione Industriale. A determinarlo è stato un team di ricerca americano della Scuola di Medicina presso l'autorevole Università di Stanford, che ha condotto un approfondito studio statistico con oltre 670mila misurazioni di temperature effettuate tra il 1862 e il 2017.

Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Julie Parsonnet e dal professor Myroslav Protsiv, che da Stanford si è recentemente rasferito al Karolinska Institute di Stoccolma (Svezia), hanno iniziato a indagare sulla variazione della temperatura del corpo umano a partire dai risultati di altre indagini, che avevano osservato quanto 37° centigradi fosse un valore troppo elevato e dunque inesatto. In base a una recente ricerca condotta sui dati di 25mila partecipanti britannici, ad esempio, la temperatura media è infatti risultata essere di 36,6° centigradi. Gli scienziati immaginavano che questa variazione rispetto al passato fosse legata all'imprecisione degli strumenti utilizzati all'epoca (i termometri degli ultimi decenni sono infatti sensibilmente più precisi dei modelli vecchi), ma Parsonnet e colleghi hanno dimostrato che le cose non stanno così.

L'analisi degli scienziati americani è stata messa a punto a partire da tre specifici set di dati; il primo è legato ai registri medici e pensionistici dei veterani che hanno combattuto durante la Guerra Civile americana, e abbraccia misurazioni delle temperature acquisite tra 1862 e il 1930 a persone nate all'inizio del XIX secolo; il secondo set di dati è relativo a misurazioni raccolte in seno al National Health and Nutrition Examination Survey tra il 1971 e il 1975; l'ultimo e più corposo set di dati, relativo a oltre 230mila persone, fa riferimento a misurazioni raccolte tra il 2007 e il 2017 e inserite nello Stanford Translational Research Integrated Database Environment. Va sottolineato che il primo set fa riferimento solo a uomini, mentre gli ultimi due sia a uomini che donne.

Incrociando tutti questi dati è emerso chiaramente che si è osservata una progressiva riduzione della temperatura del nostro corpo dal 1800 in avanti, pari a 0,03° centigradi ogni dieci anni. Parsonnet e colleghi hanno dimostrato che non si trattava di errori strumentali; modellando i set di dati sulla base di vari parametri (come età, sesso e altro) hanno ottenuto sempre lo stesso riscontro della progressiva diminuzione rispetto a al XIX secolo. Ma perché ci stiamo raffreddando?

Gli scienziati non lo sanno con certezza e andranno effettuati studi specifici per accertarlo, tuttavia ritengono plausibile che molto sia legato al benessere raggiunto nel corso degli ultimi due secoli. All'epoca le case non avevano riscaldamento efficace o un sistema di refrigerazione, l'alimentazione non era sana e varia come quell'odierna, l'igiene era più scarsa e la medicina era molto indietro. Tutti questi fattori avrebbero determinato una sensibile riduzione nell'infiammazione dei tessuti corporei, legata alla produzione di proteine e citochine che, come spiegato dagli autori dello studio in un comunicato stampa, sono responsabili dell'aumento del metabolismo che a sua volta aumenta la temperatura del corpo. In pratica, spiegano gli scienziati, stiamo cambiando fisiologicamente in risposta al nuovo benessere, raffreddandoci. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica eLife.