Hanno appena iniziato il proprio cammino sulla Terra e sono già così importanti: le uova depositate dagli esemplari di tartaruga marina Caretta Caretta sono preziosissime e, per questo motivo, saranno tenute sotto costante osservazione fino al momento della loro schiusa. Del resto è noto come questa splendida creatura viva sotto la costante minaccia dell’estinzione in tutto il bacino del Mediterraneo e sia ormai quasi completamente sparita dalle acque territoriali italiane.

La scorsa notte, però, la prima tartaruga marina Caretta Caretta ha risalito la spiaggia di Pozzolana di Ponente, a Linosa, tradizionale sito di nidificazione di questa specie. I biologi del Centro di Recupero Tartarughe Marine, che erano in attesa da prima dell’alba per il consueto monitoraggio della spiaggia, hanno così osservato alcune tracce impresse nella sabbia che sembrano inequivocabilmente riconducibili all'animale. Immediatamente è scattato “l’allarme”: l’aera attorno al nido è stata delimitata, mentre sono stati messi alcuni cartelli per segnalare ai bagnanti lo straordinario evento, per proteggerlo così da curiosi ed eventuali predatori.

Ora non resta che aspettare: 60 giorni di incubazione sulla caratteristica sabbia scura della spiaggia ai quali seguirà il magico momento della schiusa e della corsa verso il mare dei piccoli. Fino ad allora, una task force di sentinelle vigilerà 24 ore su 24 sulle uova.

Ma la Sicilia vanta ben due siti di nidificazione: l’altro è Capo San Marco a Sciacca, in provincia di Agrigento, dove un’altra tartaruga ha deposto le proprie uova. Anche in questo caso, la zona è stata accuratamente recintata e sarà monitorata per le settimane a venire.  Appare, dunque, evidente come le coste siciliane rappresentino un punto strategico per la sopravvivenza di una specie meravigliosa e sempre più in pericolo.

Oltre al notevole problema della distruzione del suo habitat, infatti, negli ultimi anni la Caretta Caretta ha dovuto imparare a convivere con l’inquinamento dei mari e, in particolare, con la grande presenza di plastica nelle acque: plastica che, troppo spesso, finisce per essere ingoiata da questi simpatici animali, perché scambiata per meduse o per altre creature del mare che costituiscono la base della loro alimentazione.