in foto: Credit: European Southern Observatory/M. Kornmesser

Nello spazio c'è una stella esplosa due volte che non vuole ‘morire'; una supernova eccezionale che mette in crisi tutto ciò che sappiamo sulla fine di questi astri. A fare l'incredibile scoperta un team di ricercatori del progetto internazionale “Intermediate Palomar Transient Factory”, che attraverso un dispositivo automatizzato scruta la volta celeste a caccia di eventi transienti, come quelli esplosivi. Nel 2014 fu registrata l'esplosione di una supernova a 500milioni di anni luce da noi, nello specifico una particolare supernova chiamata di Tipo II-P, ma tutto sembrava rientrare nella norma.

La stella, dall'impronunciabile nome tecnico iPTF14hls, invece di smettere di brillare – e dunque di ‘morire' – dopo cento giorni come fanno questi astri al termine del proprio ciclo vitale, tuttavia ha continuato per ben 600 giorni, mostrando addirittura un aumento della sua luminosità. Affascinati e colpiti dall'evento insolito, gli astronomi hanno voluto indagare a fondo sulla questione, e cercando tra i documenti storici hanno scoperto che in quell'esatto punto – inquadrato nella costellazione dell'Orsa Maggiore – era esplosa una supernova circa 60 anni prima.

Dopo aver fatto i calcoli del caso, gli scienziati sono giunti alla conclusione che possa trattarsi dello stesso astro esploso due volte, un evento del tutto eccezionale. Sarebbe infatti la prima volta che viene osservata nel cielo una “supernova a instabilità di coppia pulsazionale”, una stella che esplode più volte a causa di massa e calore talmente elevati da poter addirittura generare antimateria al suo interno. “È una supernova che mette in crisi tutto ciò che pensiamo di conoscere sul funzionamento di questi oggetti. Ed è il più grande enigma nel quale mi sia mai imbattuto in quasi un decennio di studi di esplosioni stellari”, ha sottolineato il dottor Iair Arcavi, ricercatore presso l’Università della California di Santa Barbara e primo autore dello studio.

Sino ad oggi si riteneva che simili supernove potessero esistere solo nell'Universo primordiale, dunque l'eccezionale esplosione di iPTF14hls impegnerà a lungo gli astrofisici per scoprirne tutti i segreti, e magari riscrivere alcune delle più accreditate teorie sulle stelle. I dettagli dell'affascinante scoperta sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Astronomy.

[Credit: Arcavi et al, Nature. POSS/DSS/LCO/S. Wilkinson]