14 Novembre 2011
15:57

La sonda russa in orbita potrebbe disintegrarsi a gennaio

Martedì scorso è fallita la missione che avrebbe portato Phobos-Grunt su Marte e su una sua luna. Ora la sonda russo-cinese rimasta bloccata nell’orbita terrestre potrebbe disintegrarsi entro gennaio del 2012.
A cura di Nadia Vitali

Era partita qualche giorno fa dalla base spaziale russa Baikonour in Kazakistan: un lancio perfetto a cui però ha fatto seguito quello che non sarebbe mai dovuto accadere. Circa undici minuti dopo, infatti, uno dei due motori ha iniziato a dare dei problemi ed ha sganciato la sonda in un punto diverso da quello che era stato pianificato, facendo in modo che questa rimanesse bloccata nell'orbita terrestre: che sia stato l'hardware o il software a non funzionare, il dibattito è acceso giacché non si conoscono ancora le cause di questa anomalia, priorità assoluta è stata quella di stabilire un contatto con la stazione.

Purtroppo, tuttavia, i numerosi tentativi di riaggancio delle comunicazioni con il satellite, il cui fine sarebbe stato quello di rimetterlo sulla rotta giusta, si sono rivelati fino ad ora tutti fallimentari mentre dalle infinità dei cieli, giunge solo il silenzio della sonda russo-cinese: il medesimo silenzio che l'agenzia spaziale russa sta riservando all'intera vicenda, giacché Roscomos non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali né ha diffuso comunicati tramite il proprio sito.

Fino all'annuncio di oggi in cui Vladimir Popovkin, direttore dell'agenzia spaziale, ha dichiarato dal cosmodromo di Baikonour che la sonda potrebbe disintegrarsi nel gennaio 2012 rientrando così nell'atmosfera terrestre: una notizia che non può lasciare del tutto indifferenti. Se, infatti, i chiassosi allarmi per UARS prima e per ROSAT dopo, satelliti di cui si è atteso il ritorno con ansia e preoccupazione prima che questi si inabissassero nell'oceano senza fare alcun danno, hanno messo ben in luce l'inutilità dei catastrofismi nonché l'impossibilità di fare previsioni, anche a poche ore dal verificarsi dell'evento, è pur vero che la sonda Phobos-Grunt ha con sé le molte tonnellate del suo gas propellente, tossico per gli uomini.

Per il momento, tuttavia, il dato realmente preoccupante sono i 150 milioni di euro costati ai russi per una missione che si direbbe fallita immediatamente: è comprensibile che, stando così le cose, Mosca non abbia perso ancora del tutto la speranza di rientrare in contatto con questo gigante di 13 tonnellate che avrebbe dovuto raggiungere il pianeta rosso ed il maggiore tra i suoi satelliti. In 33 mesi, Phobos-Grunt doveva sganciare la sonda cinese da 115 chili Yinghuo 1 su Marte, al fine di tracciarne una cartografia, mentre la sonda principale sarebbe atterrata sopra Phobos per studiarne il suolo (in tedesco grunt) e prelevarne un piccolo campione: adesso, invece, della missione non si sa più niente.

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