9 Luglio 2021
16:10

La siccità ha costretto i coltivatori di mandorle della California a sradicare intere piantagioni

Molti agricoltori stanno sacrificando gli alberi più bisognosi d’acqua, sotto la pesante pressione della siccità e della mancanza di risorse idriche per l’irrigazione.
A cura di Valeria Aiello
Le immagini aeree di file di mandorli sradicati durante l’abbattimento delle piantagioni a Snelling, in California
Le immagini aeree di file di mandorli sradicati durante l’abbattimento delle piantagioni a Snelling, in California

L’ondata di caldo record che sta interessando diverse località della California sta peggiorando anche le condizioni di siccità, costringendo molti coltivatori a sradicare le piantagioni più bisognose d’acqua. Le immagini aeree di intere file di alberi strappati dal terreno fanno capire l’entità del problema ma, soprattutto, che gli effetti del cambiamento climatico stanno prendendo una piega allarmante.

Nell’intera area di Snelling, nella contea di Meced, dove la mandorlicoltura riveste una preminente importanza, l’umidità del suolo è significativamente inferiore alla norma: secondo i dati del Sistema informativo federale sulla siccità gestito dalla National Oceanic and Atmospheric Administration, lo scorso mese di maggio è stato il più secco degli ultimi 127 anni e il 100% della Contea è attualmente classificato in una situazione di “siccità estrema”.

E così, tra il periodo molto arido e l’imminente nuova regolamentazione riguardante il quantitativo di acqua utilizzabile per le coltivazioni, molti agricoltori di mandorle hanno deciso di mettere fine all’agonia di tanti alberi, abbattendoli. Il processo, secondo quando riporta Atlas Obscura, sta avvenendo a un ritmo serrato. “Con le giuste attrezzature, si possono sradicare circa 10-15 acri al giorno (40-60mila metri quadrati) – ha spiegato Zach Foweler della Fowler Brothers Farming, una società californiana di sviluppo e rimozione di frutteti – . Questo si traduce in oltre mille alberi”.

Non è la prima volta che i coltivatori di mandorle della California sacrificano parte del loro famigerato raccolto a causa della siccità. Nel 2014, ad esempio, Barry Baker della Baker Farming Company nella Central Valley è stato costretto a dire addio a 1.000 acri (4 km quadrati) di mandorli ancora in vita, circa il 20% della sua coltivazine. “Sapevo solo che sarebbe stato difficile trovare acqua per quegli alberi – ha detto all’Associated Press – . E ora sono contento di averli sradicati, perché è semplicemente impossibile trovare l’acqua”.

D’altra parte, lasciare nel terreno alberi colpiti dalla siccità può essere una scommessa. “Non credo che ci siano molte informazioni su quanto poco possiamo annaffiare un albero in un determinato anno e aspettarci che produce per l’anno successivo” ha affermato Phobe Gordon, consulente per le coltivazioni di frutteti presso la UC Cooperative Extension, le cui aree di competenza includono le mandorle nelle contee di Madera e Merced.

Ad ogni modo, Gordon incoraggia gli agricoltori a considerare attentamente i volumi irrigui delle diverse colture in considerazione delle nuove normative che disciplinano le risorse idriche e, in particolar modo, le acque di falda, che avranno pieno effetto nel 2040. “Ma non è così semplice scambiare le mandorle con, ad esempio, pistacchi più resistenti alla siccità – conclude l’esperto – . Un nuovo impianto spesso significa anni di maggese prima che gli alberi diano raccolti, e i coltivatori possono anche aver bisogno di attrezzature nuove o costose”.

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