Ricercatori del Centro per la Biologia Molecolare e Cellulare di Hyderabad (India) hanno scoperto una nuova, affascinante e alquanto bizzarra specie di rana nei Ghati occidentali, catena montuosa nota per la sua eccezionale biodiversità e già teatro di altre scoperte sorprendenti. Classificata col nome scientifico di Nasikabatrachus bhupathi, è stata soprannominata dagli scienziati “la rana viola di Bhupathy”, in omaggio allo stimato erpetologo Subramanian Bhupathy scomparso nel 2014 proprio durante una spedizione sui Ghati occidentali. L'anfibio fa parte di un genere al quale appartiene soltanto un'altra specie, Nasikabatrachus sahyadrensis, scoperta anch'essa sulla catena montuosa indiana (nel 2003) e con la quale condivide diverse caratteristiche anatomiche e comportamentali.

La rana viola di Bhupathy, lunga circa 5 centimetri, ha un aspetto piuttosto curioso; la testa è indistinta dal corpo globulare e termina con una protuberanza carnosa e pronunciata, simile al muso dei suini. Il colore della pelle, come suggerisce il nome comune, tende al violaceo nell'area dorsale, ma è biancastro in quella ventrale. Gli occhi e la bocca subterminale sono piccoli, mentre le zampe sono piuttosto robuste e tozze. Al di là dei dettagli anatomici, ciò che stupisce di questa specie è l'incredibile adattamento biologico. Si tratta infatti di una rana che vive costantemente sottoterra, e l'unica cosa che la spinge a uscire è la pioggia stagionale legata ai monsoni. Anche per mangiare non esce mai dalla tana interrata, ma sfrutta bocca e lingua per catturare termiti e altri insetti con abitudini fossorie che le si avvicinano.

Nel periodo monsonico, spiegano i ricercatori coordinati dal professor Jegath Janani, i maschi iniziano a emettere forti vocalizzazioni per attirare le femmine, con le quali si accoppiano all'interno dei ruscelli che scendono sul lato litoraneo dei Ghati occidentali. Una volta nati, i girini non vivono liberamente in acqua come per la maggior parte degli anfibi anuri, ma si aggrappano con la testa ai sassi con una struttura a ventosa, simile a quella di alcuni pesci “pulitori” tropicali molto apprezzati dagli acquariofili. In questo stato i girini si nutrono di alghe per circa 4 mesi, e dopo la metamorfosi sono pronti alla vita sotterranea. I dettagli sulla nuova specie, alla cui scoperta hanno contribuito anche i ricercatori del Museo di Storia Naturale Americano, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Ayles.

[Credit: S. Jegath Janani et al.]